Al Santuario di San Gabriele inaugurata la 'porta degli emigrati'

L'opera in bronzo finanziata dalle offerte degli abruzzesi all'estero raccolte durante le feste in onore del Santo
02 marzo 2014

ISOLA DEL GRANS SASSO - Al Santuario di San Gabriele è stata inaugurata la "Porta degli emigrati", opera finanziata dalle offerte degli emigrati abruzzesi raccolte durante le feste in onore del santo: a presiedere la cerimonia, con una santa messa, è stato il presidente del pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, il cardinale Antonio Maria Vegliò. La "Porta degli emigrati", realizzata in bronzo dallo scultore marchigiano Paolo Annibali, con la collaborazione di Luca Farina, un giovane artista di Campli, misura quattro metri per cinque, ha un peso di 60 quintali ed è stata fusa in bronzo a "cera persa" nel 2013. L'opera ricorderà per sempre il profondo legame tra San Gabriele e le migliaia di emigrati partiti dall'Abruzzo per terre lontane in cerca di nuova vita: da anni in varie nazioni (Australia, Canada, Usa, Argentina, Venezuela, Brasile, Cile, Uruguay, Belgio) gli abruzzesi celebrano la festa del loro protettore. All'inaugurazione hanno preso parte, oltre al vescovo di Teramo-Atri, monsignor Michele Seccia, alcuni dirigenti del Consiglio regionale degli abruzzesi nel mondo (Cram).

 

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