Anche i sindacati Fim e Fiom hanno sfilato contro le mafie FOTO

Striscioni e un delegato della Selta sul palco per ricordare che il lavoro e uno stipendio 'strappano' manovalanza alla criminalità
09 maggio 2019

TERAMO - Salviamo la Selta di Tortoreto, l’Atr di Colonnella e la Veco di Martinsicuro. Gli striscioni hanno guidato il corteo e anticipato le bandiere e le delegazioni di operai, nella sfilata lungo corso San Giorgio con le forze istituzionali e le scolaresche per la giornata contro la mafia che ha seguito il premio Borsellino. Guidati dal segretario generale della Cgil, Giovanni Timoteo, dal segretario. Provinciale della Cisl, Fabio Benintendi, sindacalisti e rappresentanti delle Rsu aziendali di Fim e Fiom delle aziende interessate hanno partecipato al corteo per solidarizzare nella lotta contro le mafie “che si coniuga con le battaglie per l’occupazione”. Sul palco è salito anche un dipendente della Selta di Tortoreto, al centro di una dura vertenza sindacale per la salvaguardia dei posti di lavoro. Ha sottolineato l’importanza di una occupazione, che nobilita l’uomo e lo tiene lontano dalle pericolose attrazioni che la criminalità esercita su chi vive la disperazione e l’urgenza di campare una famiglia e non riuscirci per mancanza di un salario. Una situazione rimarcata spesso anche da Fim-Cisl e Fiom-Cgil, che ricordano come “nei territori dove vi è un elevato tasso di disoccupazione, le organizzazioni criminali hanno gioco facile nell’attecchire e nel trovare “manodopera” da utilizzare per attività illecite. Anche per questo, la risposta più forte che lo Stato può dare per combattere la mafia, passa dalla giustizia sociale. Una giustizia sociale che ha, nel lavoro, l’unico vero strumento di diffusione”.

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