Appello di D'Alberto per la Biblioteca Delfico: «Si adotti un nuovo modello di gestione consortile»

Il capogruppo di Insieme Possiamo denuncia lo svilimento del patrimonio storico e cuturale: «Dalle Istituzioni il possibile rilancio del sistea culturale territoriale»
19 ottobre 2017

TERAMO - Riconsiderare le modalità di gestione della Biblioteca Delfico, prima che inesorabilmente si completi l'impoverimento di questo tesoro storico e culturale della provincia. E' l'appello che lancia, a nome del gruppo consiliare "Insieme Possiamo", Gianguido D'Alberto che sottolinea come «la memoria storica dell’intero territorio provinciale e dell’Abruzzo, patrimonio di documenti e di testimonianze, ma anche un servizio “essenziale” fruito da migliaia di cittadini, studenti e studiosi», abbia subito uno svilimento sia come istituzione pubblica che nel ruolo sociale dal trasferimento di competenze dalla Provincia alla Regione. «È incomprensibile - dice D'Alberto - che Biblioteche come la Delfico, possano subire un processo di riforma che le trasformi da autonomi soggetti vitali nello sviluppo e nella crescita di un territorio, in mere articolazioni amministrative, alle dipendenze di questo o di quell’ufficio, incuranti delle professionalità o delle qualifiche specifiche». Il riferimento è alla confusione generata da una organizzazione burocratica che ne confonde ruolo e natura rispetto ad altre realtà come le Agenzie di promozione culturale o biblioteche minori, con funzioni e professionalità fisiologicamente diverse.
D'Alberto suggerisce di monitorare e prendere esempio da altre realtà territoriali simili «che hanno confermato in capo alla Provincia un servizio così connaturato alle dimensioni territoriali o che in altri casi hanno introdotto meccanismi di gestione consortili, con la partecipazione di tutti i soggetti istituzionali (in particolare Regione, Comune, Provincia, Università e Fondazione) che avrebbero l’opportunità di costruire, a costi limitati, un sistema culturale di interrelazioni virtuoso di cui non può che beneficiare la collettività tutta».
 

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