Ater, la nuova presidente Ceci: "Per la ricostruzione riorganizzare struttura e collaborare con altri Enti"

Case popolari, si è insediato il consiglio di amministrazione (ci sono anche Angelini e Cauti) dopo il termine del commissariamento
08 ottobre 2019

TERAMO - Passano attraverso una verifica delle capacità proprie dell'Ater nell'affrontare il grande volume progettuale e procedurale che la ricostruzione richiede, le linee strategiche della nuova governance dell'Ater. La ricostituzione del consiglio di amministrazione, dopo anni di commissariamento, ha portato al vertice dell'ente territoriale per l'edilizia residenziale la manager pubblica Maria Ceci, direttore vicario del'Inail di Teramo. Nominata in quota Lega, con la benedizione del capogruppo del partito di Salvini, Pietro Quaresimale - che ha ringraziato  della presenza e della stima -, l'avvocato teramano subentra a Nicola Salini in un momento di svolta per l'Ater, sotto la pressione dell'alto numero di sfollati, divisia tra una ricostruzione attesa da tre anni e una indigesta sistemazione nelle cosiddette 'case della Regione', in attesa della ristrutturazione delle loro case popolari. E' per questo che almeno in questa primissima fase, e fresca di insediamento assieme all'ex sindaco di Sant'Egidio, Rando Angelini e di Giammario Cauti, presidente dei giovani imprenditori di Confindustria, quali componenti del Cda, la presidente Ceci vuole capire a fondo se l'Ater è in grado di affrontare questa responsabilità con le proprie forze: molto schiettamente, e riprendendo in un certo senso le perplessità enunciate dal direttore dell'Usr, Vincenzo Rivera nel corso della visita di un mese fa del Governatore Marco Marsilio a Colleatterrato, ha infatti ammesso che la valutazione sarà fatta. "La ricostruzione da fare non deve essere uno slogan o uno specchietto per le allodole - ha detto Maria Ceci nelle sue prime dichiarazioni -. Penso a una mobilità tra Enti per acquisire le professonalità necessarie, dipendenti che sono già in grado di dare un utile apporto: è inutile implementare un assetto organizzativo con chi deve essere ancora formato e iniziare daccapo. Così come potrebbe essere stretta una sinergia tra le istituzioni che si occupano di ricostruzione, il Comune, la Regione, perchè tutti abbiamo l'obiettivo di riportare a casa coloro che l'hanno persa per il sisma". A chi le chiede come si troverà in questo settore nuovo e particolare per lei, la Ceci ribatte di essere "consapevole delle responsabilità. Conosco la macchina amministrativa - dice - è stata una mia scelta subito dopo la laurea, perchè credo nel sistema pubblico, nella sua serietà. E' vero che l'utente si è disaffezionato e dobbiamo far tornare il cittadino a credere nella pubblica amministrazione".
Come affronterà la ricostuzione che costituisce il vero problema di tanti sfollati teramani? "Ho chiesto alla dirigenza Ater gli atti, perché soltanto partendo dall'analisi concreta dei singoli si può individuare un programma per garantire il rientro a tante persone che sono ancora fuori. E' vero che il codice dei contratti pubblici ha ingessato, ha irrigidito tutto il sistema, però non possiamo neanche nasconderci dietro a questo: lo sforzo che dovremo produrre è garantire delle risposte immedite, in un sistema di imparzialità e soprattutto trasparenza. Massimo dialogo con il territorio, pronti a verificare il bisogno, monitorare assieme a tutto il consiglio di amministrazione, costantemente, lo svolgimento di tutta le attività e, se necessario, apportare tutti i correttivi".
La presidente Ceci pensa dunque "a verificare l'assetto organizzativo, ma non per modificarlo soltanto per il piacere di creare un'altra struttura, una sovastruttura, no: è solo perché deve essere finalizzato a dare dei risultati. Se necessario faremo una task force o con la mobilità o con altri Enti". Prende ad esempio il quartiere di Colleatterrato: "Non possiamo lavorare da soli su questo quartiere, che rischia la desertificazione non soltanto sul fronte delle abitazioni civili, ma anche delle attività commerciali. L'aspetto urbanistico di questa zona non può riguardare soltanto l'Ater ed è per questo che dovremo trovare intese e collaborazioni con altri Enti che hanno in comune con noi la soluzione di queste problematiche".
Il rischio, quando si sale su un treno in corsa, è quello di rischiare di dover ricominciare daccapo e rallentare: "Sarà una nostra premura verificare e non vanificare quello che è stato fatto, se è utile al raggiungimento dell'obiettivo - dice facendo riferimento alla precedente governance". 
E' convinto dell'ottima scelta il capogruppo regionale della Lega, Pietro Quaresimale: "Il vero problema è il personale: il commissario precedente aveva accettato di essere soggetto attuatore, adesso bisogna vedere se c'è potenziale organizzativo per istruire queste pratiche - ha detto il consigliere regionale ex sindaco di Campli -. Sono convinto che assieme al direttore Usr Rivera questa governance potrà fare bene e per questa scelta ringrazio le altre forze del centrodestra che hanno valutato positivamente la proposta di affidare all'avvocato Ceci la presidenza dell'Ater: ha dimostrato sul campo le sue potenzialità ed è la persona giusta per imprimere un cambio di rotta e questo Cda sarà in grado di fare lavoro di squadra. Sul fronte case popolari siamo di fronte a grossi novità, in quanto nei prossimi giorni arrverà all'approvazione del Consiglio la nuova legge sull'edilizia popolare". 

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