Azione Antifascista si ribella al "sequestro" di Rosci

Il giovane condannato per l'assalto al blindato trasferito all'insaputa di tutti al carcere di Rieti
08 marzo 2013

TERAMO - Gli Antifà protestano contro il "sequestro" di Davide Rosci. Il trasferimento "nottetempo" del leader di Azione Antifascista, condannato a 6 anni per l'assalto al blindato dei carabinieri a Roma e protagonista del maxicorteo nazionale del 9 febbraio scorso, dal carceree di Castrogno a quello di Rieti, ha suscitato le forti critiche dei giovani dell'organizzazione di sinistra Aziona Antifascista. «Abbiamo saputo del suo trasferimento soltanto il giorno dopo ed è più grave che anche i famigliari non sapevano niente del suo trasferimento a Rieti - dicono i giovani di Aziona Antifascista -. Davide è a Rieti dal pomeriggio del 5 marzo: non ne capiamo le motivazioni e chi vuole spacciare questa ennesimo segnale di repressione con un presunto rischio di presidio sotto al carcere, vuolle solo gettare una cattiva luce su di noi. Lo avevano detto ufficialmente e tutta la piccola comunità teramana lo sapeva che non avevamo deciso forme di lotta per volere dello stesso Davide e dei suoi famigliari. Dunque è il trasferimento è pretestuoso». Rosci a Rieti si trova in regime di isolamento: «Questo inasprimento, quasi da carcere duro, è la conferma che c'è una volontà di reprimere chi non abbassa la testa - aggiungono quelli di Antifà -. Ricordiamo tutti che Davide ha subìto una condanna nel primo grado di giudizio e che ne mancano ancora altri due. Invece viene trattato come fosse un condannato già con fine pena stabilita...».

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