Bilancio Ruzzo, anche Mariani critico: "Serve un ritorno alla chiarezza, basta con l'approssimazione"

Il consigliere regionale di 'Abruzzo in Comune' sottolinea l'indifferenza del Cda ai rilievi mossi dall'Ersi sui costi del personale
19 luglio 2019

TERAMO - La programmazione industriale della Ruzzo Reti, approvata ieri dall'assemblea dei sindaci, non convince il consigliere regionale di 'Abruzzo in Comune', Sandro Mariani. Secondo il quale, "la gestione deve essere più efficiente, più sicura e non ricadere sempre sulle tasche dei cittadini”. Mariani è sorpreso dall'indifferenza mostrata nei confronti dei rilievi dell'Ersi, l’organismo pubblico deputato al controllo delle società che si occupano del servizio idrico regionale, “oltre al fatto che, all'evidenza dei numeri del bilancio approvato, la situazione dei debiti e dei crediti, dei costi di personale e di altri costi di gestione non è migliorata rispetto al passato. Non è possibile continuare a garantire la sostenibilità aziendale lavorando sempre sull'aumento delle tariffe senza tenere veramente sotto controllo i costi - ha continuato Mariani - perché se è vero che le tariffe sono definite dall’Autorità compente, come afferma il CdA, è altresì corretto dire che le stesse sono definite sulla base di un Piano Economico Finanziario predisposto dalla società che gestisce il servizio: quella delle tariffe, insomma, è una partita che si gioca prima di tutto lavorando sull'efficienza dell’azienda”.
Mariani si riferisce al parere Ersi, che parla di “trend in continua crescita dei costi di personale”, di nuove assunzioni ma solo compatibilmente con la situazione economica della società, si evidenzia la necessità di riequilibrare i numeri degli operai rispetto agli amministrativi, di difficoltà enormi nella riscossione dei crediti con tempi lunghissimi e per importi complessivi che ormai superano quasi il fatturato annuo della società. Mariani ribadisce che  che "l’approssimazione deve lasciare spazio alla chiarezza. Solo in questo modo si potrà coniugare la garanzia di un servizio efficiente con bollette eque. Non si può tollerare che un piano industriale, declamato all'insegna del 'rilancio della società' e del 'miglioramento del servizio', sia definito dall'autorità di controllo 'da migliorare in modo da renderlo più concreto e verificabile', come scritto dal direttore dell'Ersi.

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