Bus per il Campus, il Comune chiede modifiche alle linee della Staur

Ancora una volta molti studenti restano a piedi alla stazione ferroviaria. Il consigliere Core lavora alle ipotesi alternative: si pensa anche ad una corsa serale
25 ottobre 2018

TERAMO - E’ successo di nuovo. Studenti rimasti a piedi alla fermata della stazione ferroviaria mentre l’autobus della linea 7, diretto al Campus universitario, ripartiva carico e senza un posto nemmeno a pagarlo oro. La carovana di studenti incrociata sul ponte di San Ferdinando e diretta verso piazzale San Francesco, speranzosi di trovare un bus per salire a Colleparco, anche ieri mattina ha fotografato la sconfitta di una città che non ha fatto ancora pace con se stessa per quel che riguarda il rapporto con il suo Ateneo e i suoi giovani iscritti. Ma adesso qualcosa andrà cambiato. Intanto il modo di affrontare la questione e cercare una soluzione. Dopo l’incontro tra i rappresentanti dell’Udi, l’assessore ai Traporti, Stefania Di Padova, ed Andrea Core, il consigliere che si sta occupando del problema, è in arrivo una proposta-richiesta che nei prossimi giorni sarà sul tavolo del concessionario del trasporto pubblico urbano, la Staur: le modifiche alle linee 1, 2  e anche 7, per recuperare chilometri utili a poter istituire un rinforzo dei collegamenti da e per l’università a Coilleparco, ma anche una linea notturna che permetta agli studenti di vivere la città di sera e usufruire dei servizi universitari come la mensa e la biblioteca, anche dopo la conclusione delle lezioni.
Non sarà il concessionario a pensare le modifiche: gli saranno servite sul piatto. Ieri, l’ennesima beffa del trasporto negato, oltre che superaffollato, è servita al consigliere Core e al personale dell’ufficio tecnico comunale, per studiare sulla mappa delle linee urbane, tagli e recuperi di chilometri, per unire l’utile (quello del concessionario) e il dilettevole (un servizio degno di questo nome), in una città che sogna da tempo di essere a misura di universitario. a ragionarci bene, le richieste non sono da missione impossibile. Gli studenti hanno testato sulla loro pelle un servizio che non è soltanto limitativo per le loro necessità, ma anche per il quartiere di Colleparco. Un problema sui tanti: la difficoltà di collegamento induce i fuori sede a non cercare un alloggio nel quartiere universitario, perché significherebbe essere tagliati fuori dal resto della città se non in possesso di un mezzo proprio. 
Ad un costo del biglietto (e di un abbonamento) ritenuto caro non corrisponde un servizio adeguato: non ci sono corse della linea 7, quella che da piazza Garibaldi va alla stazione e poi a Colleparco, tra le 15 e le 17:25, il sovraffollamento è conseguenza del fatto che c’è una sola corsa in prossimità dell’inizio e della fine delle lezioni, così come non c’è sincronia tra gli orari dei  bus e quelli dei treni. Per non parlare dell’assenza di corse serali che impedisce una completa fruizione del polo universitario, ma soprattutto penalizza il servizio mensa a cena e le iniziative organizzate in ateneo di sera. L’amministrazione non chiederà l’istituzione di nuove linee senza un preliminare recupero di chilometri necessari a ‘indennizzare’ le nuove corse. Questo avverrà sulle linee che registrano percorsi superflui o diciamo ottimizzabili, compreso il passaggio al centro della linea 7 che si vorrebbe invece diretta dalla stazione ferroviaria all’ateneo così come lo è la numero 6 da piazza Garibaldi al Campus. In questo modo si potrebbero aumentare le corse dove gli studenti ne chiedono la presenza, raddoppiare i bus affollati, istituire una corsa serale, almeno una volta alla settimana. Ipotesi concrete e fattibili, crediamo, che presto saranno al centro della discussione sì, ma speriamo anche dell’imminente operatività.

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