Calendario venatorio, Federcaccia presenta un ricorso bis al Tar

Il presidente regionale Morelli 'impallina' l'assessore regionale Pepe: «La Regione non tiene conto della legge nazionale»
17 settembre 2018

TERAMO - La Federcaccia ha presentato un nuovo ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale contro il calendario venatorio della Regione Abruzzo. Il nuovo atto si basa sulla necessità di ripristinare la legalità della formazione del calendario della caccia, «anche in ottica futura - scrive in una nota il presidente regionale di Federcaccia, Ermano Morelli -. Si mira ad ottenere da parte del Tar il ripristino delle specie cacciabili e dei relativi periodi di caccia. La Regione, infatti, di sua iniziativa, contrariamente a quanto stabilito dalla Legge nazionale sulla caccia, che decide le specie cacciabili, ha deciso di propria iniziativa di cancellare alcune specie e di restringere il periodo di caccia per altre». Le doppiette attaccano l'assessore regionale Dino Pepe: «L’assessore alla caccia Dino Pepe, alle soglie di una campagna elettorale dove non troverà sicuramente il consenso e l’appoggio dei cacciatori, ha preferito continuare con ottusità politica sulla sua strada, piuttosto che aprire un serio e sereno confronto con i cacciatori, i quali chiedono solamente il rispetto delle leggi - aggiunge Morelli -. L’assessore Pepe, che già punta al nuovo piano faunistico venatorio, non deve dimenticare di seguire la linea politica sulla base di quello esistente che, fino ad approvazione del nuovo, ha valore ed esplica i suoi effetti legali. Le ripetute affermazioni dell’assessore e dei suoi uffici sembrano voler significare l’assenza totale del piano faunistico, cosa che invece non è vera».

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