Capannoni dell'ex Villeroy venduti a Gabrielli (Tigre-Oasi): con Globo si disegna la Gammarana del futuro

Aggiudicate a 5,7 milioni solo le strutture del Lotto 2 e non le due palazzine. Alimentare, abbigliamento e calzature, in zona sbarca la grande distribuzione
30 settembre 2016

TERAMO - Con l'acquisto dei capannoni e dello spazio all'aperto della ex Villeroy & Boch da parte del Gruppo Magazzini Gabrielli Spa (che detiene i marchi della grande distribuzione Tigre e Oasi) e Consorzio Abitare Abruzzo di Pineto, forse è stato composto oggi un altro tassello della Gammarana del futuro. L'investimento della società ascolana che potrebbe installare qui il suo centro di distribuzione che guarda al Pescarese e al Lazio, fa il paio con quello della società Globo, altro grande marchio della grande distribuzione nel settore dell'abbigilamento e delle calzature, che sta realizzando un grosso punto vendita nell'area ex Adone. Quest'ultimo progetto, il cosiddetto Piano integrato Globo, è stato licenziato dalla giunta nell'aprile del 2013 e prevede la riqualificazione e valorizzazione della zona attualmente abbandonata, anche con la realizzazione di nuovi parcheggi, per una contropartita in opere pubbliche per il Comune del valore di 600mila euro.
Mentre il Gruppo Globo sta portando avanti il cantiere, dopo la bonifica di una parte dell'area dove una volta sorgeva la fabbrica Adone, è fresco l'acquisto dell'area ex Villeroy da parte del colosso della distribuzione alimentare Tigre/Oasi. Magazzini Gabrielli si è infatti aggiudicato il bando dell'Arap relativamente però al solo Lotto 2, quello che comprende tutti i capannoni e l'area verde dinanzi alle palazzine che, all'interno del recinto dell'ex Consorzio per lo sviluppo industriale di via Potito Randi (ex via Gammarana), ospitano le sedi dell'Arap, dell'Api, di Teleponte e di altre piccole attività. Non sono stati aggiudicati invece proprio questi plessi (per circa  4mila metri quadrati), sulla basa d'asta di poco superiore a 2 milioni di euro. Magazzini Gabrielli dunque da oggi diventa proprietario dei capannoni (quelli vuoti e quelli che ospitano la Protezione Civile e l'autoparco del Comitato Locale della Croce Rossa Italiana) e della palazzina anteriore, su via Randi (dove ci sono attualmente i laboratorio Astra e il ristorante pizzeria La Stazione): si tratta di 51.500 metri quadrati per cui l'azienda ascolana ha offerto 5 milioni e 770mila euro (la base d'asta era di 5 milioni e 766mila). L'Arap adesso bandira una seconda asta per ritentare l'aggiudicazione del Lotto 1, quello delle palazzine.
Ma c'è chi si oppone all'investimento. è l'Api, il cui presidente Alfonso Marcozzi ha più volte il suo parere contrario e forti critiche all'operazione di vendita dell'area ex Villeroy da parte dell'Arap: «Abbiamo tanti dubbi sul fatto che l’Arap possa vendere quelle aree - dice il presidente dell'Associazione piccole e medie imprese - perchè esiste un vincolo perenne, ma se ciò dovesse avvenire chiediamo sin da ora che il ricavato venga investito sul territorio teramano perchè l’area della ex Villeroy è della collettività teramana».

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