Casa dello studente Adsu, progetto figlio della sinergia. Il cantiere potrà partire entro il 2020 FOTO

All'Ipogeo si celebra l'ottenimento del finanziamento del bando Miur. Il presidente Berardinelli e il direttore Sorgi espongono l'innovativo progetto di residenza aperta a tutti
07 aprile 2019

TERAMO - Dall’ansia per un finanziamento strameritato ma a rischio, alla certezza di un cantiere che potrà essere avviato entro il prossimo anno: la ‘nuova residenza universitaria’ o come piace a tanti, la ‘casa delle studente’, torna alla presentazione cittadina con nuovi e concreti punti fermi. Il recente ingresso nella graduatoria dei progetti universitari finanziati dal Miur, oltre che assegnare i 9,9 milioni di euro aggiuntivi ai 3 milioni di fondi del sisma, permetterà di colmare un vuoto urbano dei tanti che questa città non può più permettersi. L’Ipogeo è teatro che ospita la passerella istituzionale firmata dalla presenza del governatore Marco Marsilio, con cui i vertici dell’Adsu di Teramo annunciano la vera partenza dell’iter che porterà all’apertura del cantiere per la riqualificazione della struttura dell’ex rettorato di viale Crucioli. Per il presidente Paolo Berardinelli e il direttore Antonio Sorgi è una rivincita attesa da tempo. La partenza veloce del progetto dell’Azienda per il diritto allo studio, piaciuto subito per la sua capacità di fondere rispetto per il passato e innovazione, era stata mortificata da inghippi burocratici legati al cambio del governo che erano seguiti all’osservazione della Corte dei Conti al decreto ministeriale: il vincolo del co-finanziamento che legava a doppio filo due fondi, quello procurato dall’impegno dell’onorevole Paolo Tancredi di 3 milioni dell’ex governo Gentiloni, e l’altro messo a gara dal bando del Miur con la legge 338/2000, rischiava un effetto ‘tutto o niente’. Ma il tempo è stato galantuomo. Il nome di Teramo al 27esimo posto della graduatoria ha reso giustizia anche del mancato sostegno della Regione (di cui l’Adsu è paradossalmente ente strumentale), che sarebbe stato qualificante secondo i requisiti previsti dal bando: oggi l’idea teramana della casa dello studente sarebbe stata più in alto nella classifica, ma è comunque il primo progetto abruzzese tra gli Adsu. Tutto con le proprie forse e grazie a un virtuoso gioco di sinergie istituzionali ricordato proprio dal presidente Berardinelli, intessuto con un solo obiettivo: colmare la lacuna di Teramo città universitaria tra le pochissime a non avere una residenza per studenti. E’ stato proprio Marsilio a mettere l’accento sul fatto che adesso “Teramo può ambire a diventare ateneo ancora più completo, polo universitario perfettamente compiuto e a far parte di quel sistema imprenditoriale della conoscenza”, che dovrebbe vedere proprio la Regione a sostegno dell’Adsu. La residenza sarà tra i primi progetti completi e innovativi: nei servizi, nell’accessibilità, nella funzione urbanistica, nel ruolo qualificante. La fotografia di una ‘cosa’ utile in toto, arriva dal punto di vista di chi quegli spazi potrà viverli senza limitazioni, vale a dire coloro che quotidianamente convivono con la disabilità. Simona Petaccia, presidente dell’associazione ‘Diritti diretti’. “Questo progetto - ha spiegato ai presenti - difende il diritto alla bellezza ed esce fuori della logica del luogo aperto a tutti per entrare in quello dell’aperto ad ognuno, che soggettivamente riesce a godersi la struttura”. Non a caso, il direttore Adsu Antonio Sorgi, vero ‘padre’ di questa idea di riqualificazione, ha ricordato come il progetto viva nel rispetto della convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. “E’ una delle due chiavi con cui è concepito questo intervento urbanistico - ha detto Sorgi -: l’altra è la partecipazione attiva degli studenti, che avranno la possibilità di ottenere autoricariche sotto forma di card a scalare sui costi dell’energia dei loro alloggi, offrendo la loro manodopera nelle manutenzioni all’interno della residenza universitaria”. Il sindaco Gianguido D’Alberto ha sottolineato come “il progetto abbia una forte incisività sul contesto cittadino”, invitando il governatore Marsilio a “prestare maggiore attenzione allo sviluppo universitario della città”, trovando la condivisione del presidente della Provincia, Diego Di Bonaventura, che ha indicato le sue tre priorità che potrebbero portare valore aggiunto a Teramo universitaria: “Investire sulla pedemontana e sulla costruzione del nuovo ospedale, per attrarre studenti e potenziali pazienti dalla vicina Ascoli, per la nostra università e per la nostra sanità”. I tempi, adesso, sono il pensiero su cui tutti si concentrano, tradotto in parole dall’onorevole Paolo Tancredi, che ha invitato “a fare presto, perché l’apertura di questo cantiere, che non si vede in città da anni, possa fungere da traino per tanti altri”. La concessione del finanziamento sarà concreto al momento della notifica della sua disponibilità, prevedibilmente nella seconda metà di quest’anno. A quel punto, i previsti 210 giorni concessi per la stesura del piano economico e i 120 per il progetto esecutivo, saranno ‘tagliati’ perché gli uffici Adsu sono avanti da tempo su questo fronte. Viale Crucioli potrebbe vedere il cantiere, dunque, entro il 2020. 

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