Castelli, esplode il caso dei ceramisti: ospitati nei moduli della Caritas, adesso sfrattati dal Comune

Messi in difficoltà dai danni del sisma, adesso devono difendersi dalla decisione dell'amministrazione
01 novembre 2019

CASTELLI - Monta la polemica nel borgo di Castelli, già alle prese con una difficile ricostruzione post sisma, per il caso dei quattro ceramisti che a breve saranno costretti a subire ulteriori danni a causa di un provvedimento di rimozione delle strutture provvisorie loro assegnate, dove erano tornati a svolgere dignitosamente il loro lavoro, e che a quanto pare dovranno abbandonare.
Una vicenda che riguarda quattro artigiani castellani i quali, a seguito degli eventi sismici del 2016, erano stati sistemati in moduli provvisori forniti dalla Caritas di Teramo, all’interno di un’area comunale poco fuori il centro storico del paese. Una soluzione temporanea che da subito ha sollevato una reazione di malcontento, senza considerare il fatto che la collocazione si sarebbe protratta solo fino a quando l’emergenza terremoto non sarebbe rientrata e, quindi, gli artigiani sfollati avrebbero fatto ritorno presso i loro negozi, attualmente inagibili. Il sindaco di Castelli nei giorni scorsi ha emanato un’ordinanza di rimozione della struttura, notificata alla Caritas di Teramo in quanto proprietaria, nonostante quest’ultima avesse deciso di donarla al Comune.
Sulla vicenda è intervenuta la Consigliera di Parità della Provincia di Teramo, Monica Brandiferri, facendosi portavoce dello stato di disagio vissuto dai lavoratori e delle loro istanze, adoperandosi alacremente per risolvere la problematica. «Inutile evidenziare – afferma la Consigliera di Parità - come la dismissione dei moduli provvisori provocherebbe ulteriore disagio agli artigiani, già fortemente provati da un punto di vista emotivo, i quali si vedrebbero costretti a cessare la loro attività, unica fonte di sostentamento». La Consigliera Brandiferri «esprime profondo rammarico per la problematica creatasi e non riesce a comprendere come si possa favorire la chiusura di quattro aziende di ceramisti, unici nel loro genere, senza trovare o nemmeno valutare soluzioni alternative. Auspico – aggiunge la Consigliera di Parità Brandiferri – che si possa pervenire ad una soluzione condivisa che tenga conto degli interessi di tutte le parti coinvolte (artigiani, Caritas e amministrazione comunale), in ossequio al principio secondo cui il lavoro va tutelato in tutte le sue forme».

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