Centrale della Cona, per il Pd il merito è soltanto del Comitato di quartiere»

Il gruppo consiliare 'bolla' come «indecente e mistificatorio impossessarsi di un importante lavoro politico e amministrativo»
09 ottobre 2017

TERAMO - Se esiste un merito per aver portato a una ipotesi concreta di delocalizzazione della centrale Enel della Cona, questo va ascritto soltanto al Comitato di quartiere e alla giunta regionale, e all'assessore regionale Dino Pepe e al consigliere Luciano Monticelli per la rimodulazione dei fondi del Masterplan. Lo sostiene il gruppo consiliare del Partito democratico di Teramo, che critica come «indecente e mistificatorio agli occhi della opinione pubblica il volersi impossessare di un importante lavoro politico e amministrativo in cui non si è creduto e sul quale si è manifestata la palese incapacità delle peggiori amministrazioni comunali della storia di Teramo, ossia quelle di Chiodi e Brucchi». La polemica scoppia all'indomani delle riunioni che sia il Comune, come ente attuatore, che la Provincia hanno tenuto con i rappresentanti di e-distribuzione e di Terna, quanto alle possibili soluzioni per avviare i lavori di delocalizzazione. I Dem fanno l'excursus del tribolato progetto, per ribadire che i «promotori della redazione di un progetto di massima (depositato in Regione nel maggio 2017) e delle relazioni intrattenute con la Regione Abruzzo sono stati i residenti del rione, degnamente rappresentati dal Comitato di Quartiere della Cona e dal suo Presidente», Domenico Bucciarelli, come risulta inequivocabilmente dagli atti e dai documenti. Sull'argomento è in programma, il prossimo 21 ottobre, a Teramo, nell'auditorium dell'Istituto per geometri Carlo Forti, un convegno a cui è prevista anche la partecipazione del Governatore Luciano D'Alfonso.

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