Chiusura Traforo, il sindaco D'Alberto: "Il ricatto di Strada dei Parchi non passerà"

Il primo cittadino invoca un decreto ad hoc per la sicurezza dell'acqua ma ricorda che impedire il transito è anche un reato
12 maggio 2019

TERAMO - E’ forte la reazione del sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, all’intenzione di Strada dei Parchi di non recedere dalla decisione di chiudere il Traforo dal prossimo 19 maggio. Ed è pronto ad un’azione forte, confermando la mobilitazione sua e di altri sindaci, a difesa degli interessi di un territorio che sta cercando di rialzarsi dopo il tremendo inizio 2017.
“E’ un inaccettabile ricatto - ha detto il primo cittadino -, una minaccia che non possiamo far passare sotto silenzio. La decisione di chiudere, torno a ribadirlo, è un’offesa al territorio ed è una scelta oltre che incomprensibile anche fortemente penalizzante di un’area geografica per cui può diventare una mazzata definitiva”.
D’Alberto ha sentito il collega aquilano Pierluigi Biondi e con lui sarà anche al Consiglio regionale straordinario di martedì prossimo, per un’azione congiunta, a dimostrazione di una ritrovata unitarietà di intenti rispetto all’acquifero. “Chiudere un’arteria così importante per il collegamento tra i due versanti del centro Italia - ha aggiunto D’Alberto -, oltre che costituire una interruzione di pubblico servizio,  significa comprimere un diritto costituzionale e costringere gli utenti, il commercio, l’intera economia ad utilizzare una viabilità alternativa tra l’altro non in grado di sopportare il carico di traffico che gravita in questa area, creando sicuramente un disagio inaccettabile e incomprensibile”.
Strada dei Parchi, nella valutazione del sindaco teramano, “è parte del problema e non può chiamarsi fuori, soprattutto oggi che il fronte degli enti locali è compatto”. Sente forte il bisogno, quale responsabile di un territorio intero, di richiamare alla responsabilità il concessionario dell’A24, D’Alberto: “Si metta a sistema con la rete di chi ha deciso di costringere a una svolta ci ha ruolo e potere decisionale in questa vicenda - conclude il primo cittadino di Teramo -. Se il problema è la tempistica, si faccia un decreto ad hoc sulla questione Gran Sasso, adesso che si sta capendo essere una questione di rilievo nazionale: proprio ieri ho trasmesso alla Commissione Ambiente del Senato la delibera dell’assemblea dei sindaci che hanno fato fronte comune e abbiamo chiesto un’altra audizione proprio per ribadire il rischio che stiamo correndo. Ripeto quanto ho sostenuto anche al tavolo della prefettura l’altro ieri: Strada dei Parchi receda da questa minaccia e si assuma la responsabilità di aiutare a risolvere il problema”.

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