Colonia di gatti blocca il cantiere dell'ex manicomio: trasferimento con tensioni, ma sul lungofiume non la vogliono

Intervengono polizia e vigili urbani per far rispettare l'ordine di spostare una ventina di felini. Dopo le liti tutto congelato: si cerca un sito più idoneo
05 marzo 2019
TERAMO - La presenza di una ventina di gatti rischia di bloccare l’avvio del cantiere dell’ex manicomio da 35 milioni di euro. E il loro obbligatorio trasferimento in un altro sito sta diventando un doppio problema: per chi gestisce la colonia felina che non ritiene idoneo il sito individuato e per i residenti di via dell’Officina, che lambisce il lungofiume, dove il Comune ha allestito la nuova casa di questi gatti.
C’è stata grande agitazione ieri sul cantiere dell’ex manicomio, in via delle Recluse: agenti della squadra volante, vigili urbani, il vigile ecologico, un gruppetto di animalisti guidati da Gabriella Villanova, recente dell’associazione Amici degli animali e il personale dell’impresa e dell’ufficio tecnico dell’Università di Teramo, hanno partecipato a vario titolo alla discussione attorno alla controversa operazione di trasloco della colonia. Il risultato è un nulla di fatto: per il momento, ma che non sarà lungo, la colonia felina resta e in serata la recinzione e i due ricoveri sul lungofiume sono stati rimossi, perché sembra aborti l’ipotesi di uno spostamento in via dell’Officina.
Per la verità qualcuno ha ipotizzato il ripetersi dell’incresciosa situazione del settembre 2009 a Colleparco quando con la forza l’amministrazione comunale targata Brucchi con l’allora assessore Rudy Di Stefano, in accordo con la Asl, sgomberò il ventennale gattile nel quartiere, con il recupero e il ricovero altrove dei 64 atti trovati in vita allora. Fu una mattina di tensione quella, vissuta con l’intervento delle forze dell’ordine, e con tanti problemi.
Stavolta, almeno per il momento, la contrapposizione è stata limitata a qualche scambio di accuse tra l’Associazione e il vigile ecologico, ma potrebbe rinfocolarsi nei prossimi giorni quando il provvedimento di spostamento potrebbe diventare coercitivo. L’Associazione Amici degli animali, che da anni si occupa della gestione di una serie di colonie feline in città, contesta l’unilateralità della scelta del terreno dove la ventina di gatti (ma per l’associazione sono almeno tre volte di più): “Non è idoneo - dice Gabriella Villanova - è troppo vicino alle abitazioni, ha una rete che i gatti possono facilmente scavalcare e rischiare di andare incontro a morte sicura in strada o nel vicino bacino d’acqua, non c’è alcuna possibilità di gestire ad esempio gli escrementi degli animali: l’esposizione al sole, senza una copertura adeguata, potrebbe creare seri problemi igienici a tutto il circondario proprio per la difficoltà di poter tenere pulito il recinto”.
Da un lato l’Università preme perché i tempi stringono: il recente affidamento del progetto esecutivo alla Promedia ha fatto scattare il cronoprogramma per la riconsegna e bisogna avviare i sondaggi. La coabitazione con la colonia felina, dove i gatti vengono alimentati e curati in un angolo del cortile dell’ex manicomio su via delle Recluse, costituisce un grosso handicap e non si può certo rischiare una incriminazione generale per maltrattamento di animali. Per questo il Comune e la Asl hanno intimato alla ‘gattara’ di riferimento per questa colonia di spostare, con il ricorso alle gabbie di cattura, questi animali: “Intanto non è una cosa che si può fare dalla sera alla mattina come viene preteso - replica ancora la Villanova -, perché catturare una settantina di gatti non è impresa di poco conto e ci vorrebbe molto tempo, ma da qui i dati non verranno spostati se non verrà individuata una destinazione idonea che non stressi i gatti”.
Individuarla non è semplice, dunque, e tanto per cambiare è un’altra ‘gatta da pelare, per restare in tema, per l’assessore Valdo Di Bonaventura e per il Vigile ecologico Vincenzo Calvarese. Un primo assaggio di quello che li aspetta, semmai il nuovo sito fosse in vicinanza dei condomini (anche se la prassi prevede generalmente che le colonie feline vengono ospitate anche presso zone antropizzate), è quanto accaduto poco dopo il primo ‘match’ dinanzi al cantiere di via delle Recluse, in via dell’Officina, traversa di via Vecchio Mattatoio: i residenti sono scesi in strada appena notata la novità del recinto a pochi passi dai cortili delle loro abitazioni e hanno inscenato un dura protesta. Se la sono presa con i rappresentanti dell’associazione, per un malinteso, ma poi hanno inveito contro amministrazione comunale, sindaco D’Alberto e vigile ecologico, perchè non vogliono assolutamente avere a che fare, a così breve distanza, con un così alto numero di gatti contemporaneamente.
Voto medio (0 voti; 0)
Vota:
counter