Comincia a sgretolarsi il pavimento del corso San Giorgio 'made in China'

E nonostante gli annunci e le riunioni il cantiere tarda ancora a ripartire: sono trascorsi 1.387 giorni dall'avvio dei lavori il 24 ottobre 2015
24 agosto 2019

TERAMO - Del pluriannunciato ed imminente cantiere che sarebbe dovuto ripartire dalla metà agosto, per il momento non c’è ancora traccia. Intanto le pietre “made in China” del nuovo corso San Giorgio iniziano a spaccarsi a circa un anno e mezzo dalla posa, terminata giusto in tempo per la caduta dell’amministrazione Brucchi del dicembre del 2017.
Da quel momento in poi il maxi cantiere che con 3,7 milioni di euro avrebbe dovuto dare un nuovo stile al centro storico di Teramo e ai suoi due corsi, ma che per il momento è ricordato solo per i disagi, le lamentele, i 3,6 milioni di euro di riserve da parte dell’Ati Persia-Macinati che si è aggiudicata i lavori col 31% circa di ribasso, non è più ripartito.
Secondo il cronoprogramma fissato nelle scorse settimane tra l’amministrazione D’Alberto e le associazioni dei commercianti, i lavori sarebbero dovuti riprendere a metà agosto sia su corso San Giorgio che lungo corso De’ Michetti, per una durata complessiva di ulteriori 150 giorni: altri cinque mesi, con il quinto Natale di fila intralciato dal cantiere, durante il quale i lavori verranno nuovamente sospesi. Con un comitato di controllo composto dai commercianti che dovrebbe vigilare sui lavori.
CORSO SAN GIORGIO. Va sistemato il tratto di via Irelli nei pressi della Prefettura, che ogni volta che piove si trasforma in una piscina a cielo aperto. Vanno sostituite le pietre lesionate (adesso rotte) soprattutto nell’ultimo tratto del corso, da largo San Matteo a piazza Garibaldi, quello che quasi due anni fa impose un’accelerazione dei lavori. Vanno sistemati gli elementi pericolosi, come gli inserti in corten, che quando piove diventano insidiosi. vanno sistemate le luci affogate che non funzionano. Vanno sistemate le vie perpendicolari sul lato Est del corso, con pietre dello stesso materiale made in China, anche se più piccole: via Vinciguerra, via Pepe, via Duca D’Aosta, via Raneiro e via Costantini, fino all’intersezione con via Capuani. Va sistemata sul lato ovest la sola via Carducci, fino all’intersezione con via Delfico. Inoltre vanno ancora acquistati gli arredi urbani.
CORSO DE’ MICHETTI. Nonostante l’appalto iniziale da 3,7 milioni di euro prevedesse il rifacimento di entrambi i corsi cittadini, e nonostante fosse ben noto che ci sarebbero state pesanti interferenze archeologiche nella realizzazione dei sottoservizi lungo il corso vecchio, con i ritardi del cantiere di corso San Giorgio e le riserve sollevate dall’Ati per ben 3,6 milioni di euro, si è deciso di salvaguardare i sampietrini in porfido del corso vecchio e di procedere al solo rifacimento dei marciapiedi, con un possibile riallineamento degli stessi all’altezza della Chiesa di Sant’Antonio.

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