Commissariato, la dura accusa dei poliziotti: ôSindaco, le colpe sono solo in Comune. Pronti a scendere in piazza"

Le segreterie provinciali dei sindacati rompono il silenzio per criticare l'atteggiamento dei primo cittadino di Atri
11 marzo 2019

ATRI - Sulla questione del Commissariato di Atri, che si accinge a trovare una più degna sistemazione nel comune di Roseto, è stato detto di tutto e di più. Ma la decisione del sindaco di Atri, di recarsi in visita nei locali del Commissariato, è stata presa come grottesca e da presa in giro, dopo che per anni l'amministrazione comunale si è dimostrata sorde alle richieste e indifferente rispetto alla realtà lavorativa che 30 poliziotti costituiscono per un centro come quello ducale. Oggi che si paventa la possibilità di un trasferimento, con il rischio di perdere la sede di un ufficio di polizia, qualcuno si sveglia. Ma forse è troppo tardi.
Ecco il comunicato congiunto che le segreterie provinciali delle organizzazioni sindacali delle forze di polizia (Siulp, Sap, Siap, Fsp Polizia di Stato e Coisp), hanno emesso nel pomeriggio sulla vicenda.

"Dopo le ennesime dichiarazioni del Sindaco di Atri sulla questione dello spostamento del Commissariato di Pubblica Sicurezza che stupiscono e per certi versi offendono il lavoro e la dignità dei Poliziotti che prestano servizio proprio al Commissariato, queste OO.SS. non possono fare a meno di intervenire per fare chiarezza e ristabilire la verità.
Sembra strano che il primo cittadino di Atri che sino alla data odierna non si era mai degnato di mettere piede in Commissariato, analogamente ai sui predecessori, voglia nascondere anche in spregio della dignità dei colleghi, gli esatti termini di una vicenda caratterizzata dal disinteresse degli amministratori locali che si sono succeduti e che ha visto costretti gli operatori di Polizia a lavorare da anni in condizioni disastrose.
La battaglia per denunciare anche pubblicamente le pessime condizioni logistiche e di vivibilità del Commissariato di Atri, dove lavorano oltre trenta Poliziotti, quindi la necessità di interventi strutturali oltre che di adeguamento degli ambenti, specie dopo i recenti avvenimenti tellurici che hanno interessato pesantemente questa provincia, è una delle prioritarie iniziative di queste OO.SS. a tutti i livelli, interni e pubblici, anche attraverso vari comunicati comparsi nel tempo su vari quotidiani.
Ora sentire che l’attuale Sindaco di Atri Prof. Piergiorgio Ferretti non conosceva la situazione degli uffici e la condizione di lavoro del personale ospitato presso il suddetto Commissariato è veramente troppo, sia perché egli non è da ieri in politica, ma soprattutto perché è stato anche Vice Sindaco del suo predecessore Gabriele Astolfi, attuale assessore ai lavori pubblici e fautore di precisi impegni con la Questura di Teramo riguardo proprio al Commissariato.
Sarebbe opportuno che il Sindaco Ferretti invece di appellarsi alla popolazione e agli altri Amministratori della zona, evocando presunte trame complottistiche dall’essere stato tenuto all’oscuro della vicenda, spieghi a questi che fine abbiano fatto gli impegni formali assunti nel 2015 dall’ex Sindaco Astolfi, di cui egli era il Vice, per il trasferimento del Commissariato presso la Ex-Pretura di Atri, ed i promessi 270 mila euro per l’adeguamento della struttura visto che dopo l’avvenuta approvazione della proposta da parte del Ministero degli Interni, nel gennaio 2016, l’Amministrazione Comunale di Atri è caduta nel silenzio più assoluto nonostante le reiterate richieste di notizie da più parti in causa.
Spieghi, quindi, l’inconfutabile disinteresse sulla vicenda anche sulla base del mancato impegno di spesa in bilancio, a fronte di solenne promessa di 270 mila euro nonché la mancata adozione di qualsivoglia provvedimento alternativo, se non le sue attuali dichiarazioni riportate anche dalla stampa, ma non suffragate da alcun atto concreto.
Peraltro, andrebbe ricordato al Prof. FERRETTI, che se avesse avuto il buon senso e l’accortezza di studiarsi il voluminoso carteggio relativo al trascurato Commissariato, della cui esistenza si accorge solo oggi, avrebbe scoperto anche che gli impegni presi per la realizzazione di un nuovo Commissariato risalgono al lontano 1987, quando già l’attuale sede era da considerarsi come sistemazione temporanea.
Spieghi poi alla sua cittadinanza come mai all’indomani dei terremoti del 2009 e del 2016 non si sia degnato né lui né altri di portare una parola di incoraggiamento al personale che in condizioni veramente difficili si è speso per dare assistenza e soccorso alla popolazione, né tantomeno si sia preoccupato delle ulteriori problematiche che gli eccezionali eventi climatici creavano alla già precaria struttura del Commissariato.
E’ paradossale che a 32 anni dai primi impegni a costruire la prima sede, il Sindaco continui ad arrampicarsi sugli specchi con fantasiose ricostruzioni melodrammatiche dei fatti, ed irrealizzabili promesse di costruire un nuovo Commissariato, di cui non esiste un progetto e promettendo tra l’altro, l’utilizzo di fondi destinati dalla Regione ad altre opere pubbliche, aventi finalità di Protezione Civile e quindi diverse da quella di Pubblica Sicurezza.
Pertanto, sappia il Sindaco di Atri che noi siamo pronti a scendere in piazza per manifestare tutta la nostra rabbia ed il nostro dissenso per tutto ciò che sino ad oggi abbiamo subìto come conseguenza dell’inerzia di quella Amministrazione Comunale, che invece oggi vorrebbe apparire come salvatore di un destino che risiede solo nelle colpe e totale disinteresse degli Amministratori che si sono succeduti al Comune di Atri, cercando di coinvolgere in questa colpevole condotta ignari altri Sindaci del comprensorio.
Non consentiremo che il lavoro degli Operatori di Polizia e la sicurezza dei cittadini sia strumentalizzata solo per interessate e strategie politico-propagandistiche di facciata, né che ci si opponga al trasferimento in una sede più dignitosa e funzionale quale quella di Roseto, che contrariamente a quanto dichiarato dal Sindaco Ferretti, manterrebbe la stessa analoga competenza territoriale dell’attuale assetto di controllo del territorio, senza menomare minimamente la sicurezza di Atri e del suo comprensorio.
La politica, quella con la “P” maiuscola, non può pregiudicare le sorti di una struttura strategica che, oltre per le ragioni sopra esposte, sarebbe da definire anacronistica ed incongruente con le reali esigenze di scurezza qualora permanesse ancora nella città di Atri.
Caro Sindaco, la Polizia di Stato prima ancora di esigenze strutturali ha bisogno di sentire la reale vicinanza delle altre Istituzioni e di essere amata, il tempo delle false promesse è scaduto anche se sembra che lei voglia incomprensibilmente persistere in tale direzione".

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