Costantini sindaco: "Noi nè di destra, nè di sinistra, fatto grande impresa. Ripartirò dai più deboli"

Il risultato del ballottaggio a Giulianova: "Onore delle armi a Tribuiani, noi lavoreremo sempre di squadra"
10 giugno 2019

TERAMO - "Ripartirò dal basso, dai più deboli, come promesso in campagna elettorale: incontrerò le associazioni di volontariato e benefiche perché hanno bisogno di sentire un comune e un sindaco vicino, da troppo tempo senza istituzione al fianco". Sono queste le prima parole pronunciate dal neo sindaco di Giulianova, Jwan Costantini, dopo il vittorioso spoglio delle schede del ballottaggio che ne ha sancito l'elezione a primo cittadino. Costantini, candidato per una coalizione civica, che ha battuto l'avversario del centrodestra Pietro Tribuiani per appena 56 voti, nella notte, dopo l'ufficialità del risultato, ha raggiunto la sede del Municipio dove a riceverlo c'era il commissario prefettizio Eugenio Soldà, e ha salutato i suoi candidati e gli eletti all'interno della sala consiliare, indossando la fascia tricolore. "Questi 60 voti - ha detto Costantini -, ci permetteranno di regalare una città diversa e di far comprendere ai cittadini che se un'idea è giusta, essa non deve avere colore politico. Abbiamo fatto un’impresa - ha aggiunto -, da oggi Giulianova si autodetermina, non prenderà indicazioni dall’altro ma partirà dal basso: per la prima volta in questa città un polo civico vince in doppio turno. Onore della armi al nostro avversario, noi non ci arroccheremo sulla nostra maggioranza. Non saremo nè la destra, nè la sinistra". Complimenti a Costantini sono giunti anche dal suo avversario, Pietro Tribuiani, candiato della Lega sostenuto anche da Fratelli d'Iralia, Forza Italia e Movimento Idea, il quale ha definito “importante al di là di ogni aspettativa" il risultato ottenuto. Rispetto al primo turno, Costantini ha aumentato le sue preferenze da 4.050 a 4.678 (+628), Tribuiani da 3.783 a 4.619 (+836). In Consiglio la coalizione vincente conquista 10 seggi, a Tribuiani ne spettano tre, così come al candidato sindaco Franco Arboretti - cui è sfuggito per un soffio il ballottaggio - e a due forze della sua coalizione di centrosinistra.

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