D'Alberto: «Pungolo per la ricostruzione a Colleatterrato». E potenzierà l'ufficio sisma

Riunione con il Comitato degli sfollati Ater, che adesso vogliono tempi e cronoprogramma certi
20 luglio 2018

TERAMO - Colleatterrato è una priorità, accelerare l’iter delle progettazioni esecutive per cominciare a ricostruire, conoscere tempi certi e cronoprogrammi non più legati all’estemporaneità, sono nuovi imperativi di D’Alberto. Il sindaco vuole ripartire da qui: sotto il fardello della delega pesante alla Ricostruzione, ha preso di petto il problema, incontrando i residenti del Comitato degli sfollati di Leo Iachini giovedì sera e vedendoli di nuovo ieri mattina. «Per me è tema centrale - ha detto il sindaco - e già ai vertici istituzionali del settore regionale sono tornato a sollecitare una serie di interventi, ciascuno per la propria competenza, che arrivino all’unico obiettivo: accelerare i tempi della ricostruzione». In verità si tratterebbe intanto di partire con la ricostruzione, visto che per stessa ammissione dei vertici delll’Ater nel recente tavolo istituzionale, sono appena due i progetti esecutivi in via di approvazione per mettere mano ad altrettanti immobili dell’Ater nel quartiere più popoloso della città. «Il messaggio che ci arriva dai residenti è semplice e chiaro: voglio tempi e un cronoprogramma certi, già troppe volte modificati - aggiunge il primo cittadino -. Perchè indico Colleatterrato e anche la Cona come i punti deboli sui cui concentrare i nostri sforzi? Perchè qui non è soltanto un problema di sfollati che pure sono tanti, troppi, ma anche di un contesto sociale, un tessuto urbano che porta con sè un’altra serie a catena di criticità, a cominciare dagli esercizi commerciali, alle strutture di aggregazione, alle scuole. Far partire la ricostruzione degli alloggi Ater significa rilanciare l a vivibilità del quartiere». Il Comune però pare destinato a poter incidere poco sui meccanismi e apparati istituzionali di altro livello: «Il Comune intanto - spiega D’Alberto - può partecipare ai tavolo istituzionali con ruolo di pungolo e di guardiani del fare. Ipotizzeremo un piano ad hoc per queste realtà abitative, pretenderemo un metodo di collaborazione istituzionale, a partire da come comunicare in maniera coordinata per trovare le giuste soluzioni, chiedendo il potenziamento di personale e risorse per lavorare alle progettazioni già delle case B ma anche delle E». Questo sul piano ‘esterno’. Su quello interno, D’Alberto ha intenzione di puntare in maniera decisa sul potenziamento dell’ufficio sisma, una struttura tecnica che ha personale sotto grande pressione, per l’eccessivo peso degli adempimenti non soltanto legati al terremoto, ma anche dell’attività ordinaria. E’ verosimile che una delle traduzioni di questo assunto sia anche la nomina del super dirigente del quinto settore, per concludere quella procedura «che ho ereditato - dice D’Alberto - e della quale voglio rendermi conto bene anche con la collaborazione della mia giunta». Intanto da subito si lavora con l’imperativo di accelerare le pratiche e, sotto il profilo dell’autonoma sistemazione, raccordare il lavoro di ufficio tecnico, area sociale e ragioneria. 

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