D'Alfonso: «Priorità nella ricostruzione delle scuole con il riuso di quelle esistenti» VIDEO

L'Usr e i criteri di lavoro presentati ai 23 sindaci del cratere. Chiesto ai Comuni un elenco dei fabbisogni a cui destinare le risorse
08 maggio 2017

TERAMO - «Rifare le pareti senza rendere certa la vita faremmo un fallimento, per questo dobbiamo ritenere strategico la ricostruzione degli edifici scolastici». Parte da questo indirizzo la giornata teramana del presidente D'Alfonso, all'Università di Teramo per incontrare i 23 sindaci del cratere e presentare l'Ufficio speciale per la ricostruzione e quali sono le procedure. D'Alfonso ha ribadito intanto che la priorità è quella del patrimonio scolastico e che andrebbe privilegiato il riutilizzo dell'esietente, ovvero ricostruire e ristrutturare le vecchie scuole: «Bisogna valutare che tenere le scuole in centro - ha detto il vicecommissario alla ricostruzione - significa mantenere la vitalità economica e che ad esse è legata la vitalità o la mortalità di una città. E penso a Teramo, a Civitella e a Montorio in particolare». Il parere di D'Alfonso è che la gran parte dei comuni danneggiati dal sisma deciderà per il riuso dell'attuale edilizia scolastica, in minor parte delocalizzando la ricostruzione delle scuole.
Elenco dei fabbisogni dei Comuni e microzonizzazione. In concreto, oggi l'Ufficio speciale della ricostruzione ha chiesto ai Comuni un elenco dei fabbisogni per il ripristino dell'attività scolastica, economica e culturale: tuto questo - ha detto il Governatore - per fare una stima «paramettrica del patrimonio, per poi fare una valutazione economica, le progettazioni e infine le gare di appalto». Altro capitolo, i fondi per la microzonizzazione: ci sono risorse da 20 a 40mila euro per «la diagnostica del suolo che metta in sicurezza i luoghi dell'Abruzzo».
Case invendute.  E' stato anche affrontato l'aspetto dell'utilizzo delle abitazioni invendute o di quelle non in esercizio delle imprese da destinare a residenza temporanea per gli sfollati e poi da detinare a patrimonio edilizio dei comuni o delle Ater. D'Alfonso ha sondato anche i pareri per l'utilizzo delle seconde case non in uso ma questo tipo di abitazioni dovrebbero superare un vaglio più attento dei requisiti di sicurezza e spesso, nelle zone del cratere, fanno parte di aggregati dove ci sono edifici danneggiati e dunque assoggettate a passaggi burocratici che non rendono immediata la disponibilità. Altra cosa è il censimento dei locali pubblici, di proprietà dei comuni, da trasformare in alloggi e che sarà avviato a breve.

 

Voto medio (1 voti; 1.00)
Vota:
counter