D'Amico si lancia verso la Regione e brinda con Montonico e bocconotti montoriesi FOTO VIDEO

Affollata inaugurazione della sede elettorale in corso San Giorgio con Legnini. «Provo a ricambiare l'affetto e l'accoglienza di questa comunità»
13 gennaio 2019

TERAMO - Apertura di campagna elettorale degna di un candidato presidente, più che di un candidato che sostiene un presidente, quella del rettore emerito dell'Università di Teramo, Luciano D'Amico. L'inaugurazione delle sua sede elettorale in corso San Giorgio ha bloccato il passeggio serale del sabato sul corso principale e attratto numerosi simpatizzanti: discorso inaugurale e brindisi con tanto di spumante Montonico di una start up avviata da una laureata di Unite e bocconotti di Montorio, hanno segnato subito l'impronta territoriale della sua candidatura. «Ho dato la mia disponibilità per restituire in qualche modo a questo territorio tutto l'affetto e l'accoglienza che ho ricevuto quando sono arrivato in questa comunitò - ha detto D'Amico -. E' un impegno per far sì che il nostro territorio possa crescere svilupparsi per offrire a tutti i giovani che cercano un lavoro in questo territorio delle grandi opportunità». Ha parlato spesso di lavoro nel suo discorso il rettore emerito: «Di opportunità io ne ho avuto venendo in questa comunità e vorrei che ognuno potesse realizsare il proprio progetto di lavoro e con esso il proprio progetto di vita. Non possiamo tollerare la difficile situazione dei tanti giovani d'Abruzzo che non riescono a trovare una propria strada per il futuro». All'incontro pubblico ha partecipato anche il candidato presidente Giovanni Legnini: «La sua è una candidatura di cui c'era un gran bisogno - ha detto a tal proposito D'Amico -. La competenza, l'esperienza, la capacità di visine sono fuori discussione. Sono convinto che con la guida di Giovanni Legnini l'Abruzzo potrà compiere quei passi che sono necessari per entrare definitivamente fra i sistemi economici più sviluppati e per consolidare quei valori di solidarietà, di inclusione e di uguaglianza di cui abbiamo grande bisogno soprattutto in questi momenti in cui rigurgiti di certi totalitarismi sembrano essere troppo rumorosi».

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