Dal cardinale Bagnasco in Duomo un pensiero agli sfollati teramani: "L'Abruzzo compatto saprà rialzarsi come Genova"

L'arcivescovo del capoluogo ligure in visita alla Diocesi teramana per inaugurare l'anno accademico del Centro per la teologia 'Paolo VI'
17 ottobre 2019

TERAMO - Un pensiero agli sfollati teramani al termine di una lectio magistralis davanti alla folla che ha riempito la Cattedrale, che non ha voluto mancare all'appuntamento: il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, nel ricordare la sofferenza dei genovesi e che ad aprile il suo ponte sarà ricostruito, si è detto dispiaciuto "nel poter dire questo pensando che Teramo e tante altre parti dell'italia centrale terremotata pare che sia ancora molto lontana da una ricostruzione, pur riconoscendo che è più facile ricostruire un ponte che non una città". "L'Abruzzo si può rialzare - ha aggiunto Bagnasco - perchè Genova, la sua cittadinanza, ha ritrovato in questa tragedia una compattezza e una determinazione di risorgere e rialzarsi in piedi che è stata determinante questo è il patrimonio più grande e credo e spero, sono certo, che anche l'Abruzzo abbia una compattezza, che resista nonostante gli anni che sono già trascorsi, perchè se la popolazione di una città è coesa, fa corpo unico e si fa sentire nei modi dovuti, la cosa fa bene alla città alla gente e anche a chi è responsabile".  Il cardinale, su invito del vescovo di Teramo, monsignor Lorenzo Leuzzi, è stato per la prima volta nella diocesi teramana per inaugurare l'anno accademico del Centro per la Teologia “San Paolo VI” e il mandato missionario agli operatori pastorali. Bagnasco, già presidente della Conferenza episcopale italiana dal 2007 al 2017, oggi presidente della Conferenza episcopale ligure e presidente del Consiglio delle conferenze episcopali europee, ha sottolineato come "le radici cristiane dell'Europa ancora germogliano nonostante venti contrari e un pò di deserto e mi riferisco al'indifferenza religiosa, vivere un secolarismo diffuso come se Dio non ci fosse, avere paura dei simboli cristiani. Sotto a questa superficie schiumeggiante - ha aggiunto - vi sono delle realtà molto belle e in particolare vedo che i germogli a cui mi riferivo, in diversi paesi europei, sono a livello giovanile". Un particolare riferimento al crocifisso, "per noi fondamentale e oggi inteso non solo in termni cristiani: nel mondo è risaputo che il crocifisso è l'atto supremo di una vita donata per gli altri, per i credenti questo è il figlio di Dio, per i non credenti è comunque un punto di riferimento. A chi vuole rimuoverlo cosa dico? Di pensarci bene perchè è senza pregiudizi".

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