Delitto della pittrice: per il gip i moventi sono due, non solo una questione di soldi

Il fascicolo passa a Teramo: il caso sarebbe esploso con la trattenuta sullo stipendio del marito per pagare gli alimenti alla pittrice uccisa
07 marzo 2018

GIULIANOVA - E' un duplice movente quello che il gip di Ancona Carlo Cimini, nelle 55 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare, individua a carico di Simone e Giuseppe Santoleri, rispettivamente figlio ed ex marito di Renata Rapposelli, arrestati ieri, in relazione alla morte della donna, con l'accusa di concorso in omicidio volontario e sottrazione di cadavere. Non vi sarebbero solo questioni economiche, "esplose nel mese di giugno 2017, momento in cui sulla pensione di Santoleri è stata applicata una trattenuta di 200 euro a favore di Rapposelli Renata" e relative anche a 3.000 euro di arretrati, scrive il gip nell'ordinanza, ma anche, e in primo luogo, "l'astio nutrito da Simone nei confronti della madre, con radici remote, da far risalire all'età adolescente". Aspetti di cui è stato lo stesso Simone a parlare, nel corso di diverse trasmissioni televisive, e che si sarebbero "vicendevolmente catalizzate fino a 'scoppiare' proprio il giorno della visita della Rapposelli a Giulianova" lo scorso 9 ottobre, data in cui della donna si sono perse le tracce, fino al ritrovamento del suo cadavere nei pressi di Tolentino, il 10 novembre. Il gip di Ancona ha trasmesso gli atti al tribunale di Teramo per competenza territoriale: adesso sarà la procura teramana ad occparsi del caso.

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