Delitto pittrice: in aula soltanto il marito. Associazione Penelope parte civile, il giudice dice sì FOTO VIDEO

Aperto in Corte d'Assise a Teramo il giudizio immediato contro padre e figlio accusati di aver ucciso Renata Rapposelli. Prossima udienza a febbraio
16 gennaio 2019

TERAMO - Si è aperto questa mattina con le eccezioni preliminari e le richieste delle parti il processo in Corte d'Assise a Teramo a carico di Giuseppe e Simone Santoleri, padre e figlio di Giulianova (Teramo), accusati dell'omicidio volontario della moglie e madre Renata Rapposelli, la pittrice 64enne originaria di Giulianova scomparsa il 9 ottobre 2017 e il cui cadavere è stato ritrovato circa un mese dopo nelle campagne di Tolentino (Macerata). In aula era presente il solo Giuseppe Santoleri che nell'ottobre scorso ha accusato il figlio di aver ucciso, soffocandola, la madre. I due sono detenuti dallo scorso mese di maggio su decisione del gip del tribunale di Ancona, che ha poi trasferito per competenza il fascicolo alla procura di Teramo: sono in due carceri diverse, Giuseppe in quello di Castrogno (Teramo), Simone a Lanciano. Il presidente della Corte d'Assise, Flavio Conciatori, ha rigettato tutte le eccezioni preliminari avanzate dalla difesa, compresa l'opposizione alla costituzione di parte civile dell'Associazione Penelope Italia onlus sulle persone scomparse, che si affianca a quella della figlia dei due imputati e della vittima, Maria Chiara Santoleri. Respinta anche l'eccezione sulla competenza territoriale del procedimento, sollevata dalla difesa di Simone Santoleri. Il processo riprenderà il 21 febbraio, quando sfileranno i primi testimoni della difesa e quando dovrebbe essere presente in aula anche Simone Santoleri.

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