Dragaggio porto Ortona: Silvi e Pineto ricorrono alle vie legali

Decisione presa nella riunione con i sindaci di Montesilvano e Città Sant'Angelo per non riceverli alla Torre del Cerrano
12 febbraio 2018

PINETO - Dare mandato ad un legale affinché tuteli gli interessi dei Comuni e della Torre di Cerrano di fronte alla decisione di sversare i sedimenti derivanti dal dragaggio del porto di Ortona nella zona antistante i Comuni di Montesilvano, Città Sant'Angelo, Pineto e Silvi e dell'Area Marina Protetta.

E' questa la decisione presa stamani, a conclusione di un incontro, a Palazzo di Città tra i sindaci dei quattro comuni, il presidente dell'Area Marina Protetta Torre del Cerrano, Leone Cantarini, e il direttore Fabio Vallarola. ''Intendiamo predisporre - spiegano gli Amministratori - tutti gli atti necessari per far fronte a questa inaccettabile decisione. L'obiettivo della nostra azione legale è quello di tutelare gli interessi degli Enti coinvolti e dell'Area Marina Protetta Torre del Cerrano. Vogliamo impugnare un provvedimento che riteniamo essere stato preso senza una idonea documentazione e attraverso un iter nel quale sono stati tralasciati troppi aspetti importanti a tutela dell'intero territorio''.
 
L'intervento prevede l'immissione di circa 342.000 metri cubi di sedimenti derivanti dal dragaggio dal porto di Ortona nell'area denominata Abr01D, comprendente anche i 3 comuni. Tale area venne individuata nel 2011 come sito idoneo per l'immissione del materiale derivante dalle operazioni di dragaggio del porto di Pescara, per una quantità pari a circa 72 mila metri cubi. La definizione di SIC, sito di interesse Comunitario, che l'Area Marina Protetta ha ottenuto nel 2013 impone l'obbligatorietà di sottoporre a procedura V.Inc.A, ossia di valutazione di incidenza ambientale, l'autorizzazione del sito per l'immissione a mare. ''Aspetto che non è stato rispettato. Crediamo che questa operazione di sversamento potrebbe incidere negativamente - dicono ancora i sindaci - sul patrimonio ambientale, floristico e faunistico dell'Area Marina Protetta, nonché sul comparto turistico e sul suo potenziale sviluppo dei Comuni coinvolti e conseguentemente di tutto l'Abruzzo. Per tutte queste ragioni riteniamo che questa decisione debba essere presa sviscerando accuratamente ogni singolo aspetto e non rilasciando autorizzazioni attraverso procedure affrettate. Per tali motivi percorreremo ogni possibile strada, a cominciare da quella legale, per evitare lo sversamento a mare dei sedimenti, con l'auspicio che la Regione Abruzzo, nei prossimi giorni revochi in autotutela l'autorizzazione rilasciata al deposito in mare dei materiali di escavo del porto di Ortona''.

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