Epifania di affetto e commozione per sindaco e vescovo alla casa di riposo 'De Benedictis' FOTO

D'Alberto saluta gli anziani ospiti e partecipa alla messa. Il saluto al personale: "E' necessario un potenziamento delle Asp"
06 gennaio 2020

TERAMO - Giornata dell'Epifania alla casa di riposo 'De Benedictis' di viale Crispi a Teramo per il sindaco Gianguido D'Alberto, che ha voluto stare vicino agli anziani ospiti e partecipare alla tradizionale messa celebrata dal vescovo di Teramo-Atri, monsignor Lorenzo Leuzzi. Un incontro pieno di sensibilità e affetto, apprezzato dai tanti presenti, che ha rinsaldato un rapporto di vicinanza tra la comunità cittadina rappresentata dal sindaco e quella dei tantissimi pensionati avanti negli anni, e che rappresentano quella parte della società che tanto ha dato per la crescita dell'intera collettività teramana. Toccante l'omelia del vescovo che ha ricordato a tutti il significato della nascita di Cristo e dell'Epifania, ovvero della celebrazione della visita dei Tre Magi alla capanna della Natività a Betlemme.
Il sindaco D'Alberto ha colto l'occasione per salutare e ringraziare tutti coloro che sostengono la struttura, la ASP (Azienda pubblica di assistenza alla persona): personale medico, le cooperative, gli operatori che quotidianamente vivono la comunità e la sorreggono con grande senso di vicinanza, professionalità, solidarietà, sebbene in situazione di oggettiva difficoltà. Così, nel dialogo con l'attuale governance in fase di prorogatio, il sindaco ha rimarcato la necessità di un potenziamento dell'attenzione nei confronti di tutte le ASP: “È necessario rivedere la legge del 2011 - sostiene D'Alberto - una legge che ha costruito e strutturato le ASP secondo una logica meramente manageriale, riducendo il sostegno pubblico. Non dobbiamo dimenticare - prosegue - che oggi la ASP ha 440 utenti ed è di fatto una azienda ospedaliera a tutti gli effetti; questo sta a significare che svolge un'attività a carattere socio sanitario di straordinaria importanza. Ecco perché non si può reggere solo ed esclusivamente sulle rette che giustamente sono ridotte, ma deve incentrarsi su una politica che, proprio perché i contributi degli assistiti sono ridotti, deve essere accompagnata da un adeguato sostegno pubblico. Qui parliamo di sanità, di assistenza sociosanitaria, complementare all'attività del servizio sanitario per i soggetti più deboli. Quindi dobbiamo modificare assolutamente la legge del 2011, riportando al centro la persona. Stiamo parlando di azienda che svolge servizi alla persona, e questo deve essere l'obiettivo; essa è uno strumento che deve sì muoversi attraverso logiche di efficienza ed economicità, ma il sostegno pubblico è fondamentale. La riforma va fatta subito; sono passati nove anni dal varo della Legge, i tempi per modificarla e approvarla sono maturi e quindi bisogna intervenire immediatamente. Questo è ciò che chiediamo alla Regione Abruzzo: di attivarsi subito secondo queste  prospettive e questa logica; non si pensi alle ASP come enti dove andare a nominare persone in riferimento a logiche spartitorie e quindi alle consuete pratiche politiche ma si pensi alle ASP per ciò che sono, cioè uno strumento per la persona, anche e soprattutto di carattere sanitario”.

 
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