Esposto del sindacato Fsi a Procura e Corte dei conti: «All'Izs irregolare la gestione dei fondi sulla formazione»

Secondo gli indipendenti discriminerebbe i dipendenti e non avrebbe mai presentato un Piano alla concertazione
27 aprile 2018

TERAMO -  Il Sindacato Indipendente FSI-USAE dell’Istituto Zooprofilattico ha presentato un esposto alla Procura della Corte dei conti, alla Guardia di finanza e alla Procura della Repubblica di Teramo,  con cui denuncia l’illecito utilizzo di fondi pubblici da parte dell’Amministrazione dell’Izs per le attività formative svolte dal personale dipendente e non. 

Secondo i sindacalisti che hanno firmato l’esposto l’Istituto sosterrebbe spese per la formazione dei propri dipendenti, senza aver mai presentato, fino al 2017, un Piano formativo alle organizzazioni sindacali con le quali il documento dovrebbe essere contrattato e condiviso nella quantificazione del limite di spesa e con la delibera dei fondi. Da qui la denuncia con il presupposto «che la formazione sia stata erogata illegalmente e discriminando il personale dipendente, soprattutto con l’inserimento nelle attività formative del personale precario a contratto che, per definizione, non va formato tranne che in casi eccezionali legati all’obiettivo del progetto assegnato». 

Secondo la Fsi l’Istituto avrebbe discriminato i dipendenti, negando il diritto di ciascuno al proprio sviluppo professionale, soprattutto per quanto riguarda performances e avanzamenti di carriera. I sindacalisti di Fsi citano un caso definito emblematico come la recente «assegnazione indebita di partecipazione a corsi post Universitari (Master) mai inseriti in nessun Piano di Formazione e da sempre ricompresi nella formazione esterna facoltativa a spese del dipendente e al di fuori dell’orario di lavoro. La delibera di assegnazione di tali attività passa, obbligatoriamente, attraverso la pubblicazione di un bando e la verifica, nell’ottica del contenimento della spesa pubblica, di eventuali professionalità già presenti in Azienda, valutando poi le domande di partecipazione e adottando la delibera di utilizzo dei fondi pubblici». Nonostante il parere negativo dei sindacati e del responsabile del reparto risorse umane, la direzione amministrativa e l’allora direttore sanitario avevano autorizzato la spesa.

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