Festa Defunti / Il giro nei cimiteri frazionali ricorda il dramma post-sisma FOTO

Il sindaco con il presidente della TeAm prende atto dei danni e delle limitazioni all'agibilità. Il peggiore è Miano
01 novembre 2018

TERAMO - Ci si ricorda dei cimiteri ad ogni inizio novembre ma soltanto perchè il calendario delle commemorazioni porta la gran parte delle persone a visitare i propri cari defunti. C'è però tanta gente che quotidianamente li frequenta e conosce lo stato dei campisanti cittadini, molti dei quali non fruibili ancora per i danni che ha provocato il terremoto. Il quadro è davvero desolante: molti loculi non sono raggiungibili, sbarramenti dappertutto, recinzioni di sicurezza che sono la denuncia di uno stato dell'arte fermo all'anno zero. Un quadro poco edificante, di cui questa mattina ha preso atto il sindaco Gianguido D'Alberto nella sua nuova veste di primo cittadino chiamato adesso in prima persona a individuare una soluzione affinchè tutto questo venga riparato. Accompagnato dall'assessore Valdo di Bonaventura e dai consiglieri Emiliano Carginari e Vincenzo Cipolletti cui si è poi aggiunto anche Lanfranco Lancione, e dal presidente del Cda della Teramo Ambiente, Pietro Bozzelli, ha visitato i cimiteri della zona Est del territorio: Miano, Rapino, Frondarola, Valle San Giovanni, Cavuccio, Caprafico, Forcella e Poggio Con, San Nicolò a Sant'Atto. Un primo giro della tre giorni che il sindaco trascorrerà in giro per le strutture cimiteriali, che ha confermato le difficoltà causate dal sisma, soprattutto inerenti l'inagibilità di molti di essi ed è evidenziato che il cimitero con i maggiori problemi è quello di Miano. Domani pomeriggio sarà la volta dei cimiteri della zona Ovest del territorio comunale che non stanno sicuramente meglio. Sabato mattina toccherà al cimitero centrale di Cartecchio, dove ilprimo cittadino farà il punto della situazione con i giornalisti.

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