Foodinvest, giornata nerissima

Prima il morto sul lavoro, in serata due operai s'incatenano ai cancelli per gli stipendi
31 marzo 2008
TERAMO - Una giornata nera per la Foodinvest quella di oggi. Questa mattina l'operaio deceduto all'interno dei capannoni dell'ex Aquila d'Oro alla Gammarana mentre effettuava i lavori di smantellamento di un forno, nel pomeriggio due operai dell'azienda del gruppo Malavolta si sono incatenati ai cancelli della fabbrica a Sant'Atto per protesta contro il mancato pagamento degli emolumenti. Stamattina la tragedia, sulla quale ha aperto un'inchiesta la magistratura: Ioan Mariciuck, romeno di 44 anni, dipendenti della Italfer di Giulianova specializzata nella bonifica di materiali industriali, stava lavorando assieme ad altri quattro colleghi tra i quali un connazionale. All'improvviso, secondo una dinamica che è stata ricostruita soltanto nel pomeriggio attraverso le testimonianze degli altri operai, l'uomo è stato travolto e ucciso da una pesante lastra di acciaio, del peso di quasi due quintali, che era parte del forno che lui stesso stava "sezionando" con la fiamma ossidrica per permetterne il trasporto all'esterno in una seconda fase. Inutili i soccorsi, l'uomo ha riportato un gravissimo trauma cranico ed è morto lungo il traggito in ambulanza verso l'ospedale Mazzini di Teramo. La ditta Italfer è stata incaricata dalla Foodinvest di bonificare l'area che, attigua all'emittente televisiva Telelepnte, di recente è stata rilevata dall'immobiliarista Di Francesco. Nel pomeriggio, poi, la clamorosa protesta di sei operai dell'azienda che fa capo al patron Aristide Romano Malavolta. Due di loro si sono incatenati ai cancelli della fabbrica e sono tuttora lì: sostengono che ci rimarranno fino a quando non avranno il denaro, in  particolare piccoli anticipi del trattamento di fine rapporto, che la proprietà ha promesso loro al momento della messa in mobilità. Tra l'altro, fonti sindacali affermano che, essendo l'azienda ammessa al concordato preventivo, non solo non ci sarà possibilità di ottenere il trattamento di mobilità ma nemmeno stipendi o anticipi di Tfr promessi. Sul posto ci sono anche i carabinieri che controllano la situazione e stanno cercando di convincere gli operai a desistere dalla loro iniziativa.
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