Gatti ex manicomio, 'mediata' una soluzione: animalisti in tour dentro la struttura, nessun micio sequestrato o murato FOTO VIDEO

Il Comune permetterà agli attivisti di catturare gli ultimi gatti rimasti e di destinarli all'adozione. Trovati quattro cuccioli e affidati alle cure del veterinario
17 maggio 2019

TERAMO - Il manicomio di Porta Melatina è stato riaperto di nuovo, stavolta per fare entrare gli animalisti, per fornire loro tutte le rassicurazioni possibili sulla presenza e la salute dei gatti che si vedono circolare all'interno dell'area in attesa dell'avvio dei sondaggi della Soprintendenza. Ce n'era una ventina di attivisti, delle varie associazioni: caschetto in testa e con grande accortezza, sotto la scorta dei vigili del fuoco e dei tecnici dell'università di Teramo e del Comune, sono stati autorizzati ad entrare, uno per associazione, in tre distinti 'gruppi visita'. In testa, il rettore Dino Mastrocola e l'assessore Valdo Di Bonaventura.
Dire che la querelle sia conclusa, viste le esperienze degli ultimi giorni e il susseguirsi di accuse e polemiche, che hanno reso stucchevole agli occhi del resto del mondo, la vicenda dei gatti delle colonie feline dell'ex manicomio, sarà forse azzardato, ma potrebbe essere così. Questa mattina l'assessore Di Bonaventura (il Comune), d'intesa con l'Università, dovrebbe autorizzare i rappresentanti dell'associazione Amici degli animali e la guardia zoofila Brenda Marsilii, a tentare di catturare i gatti circolanti, dar loro da mangiare e destinarli alle tante richieste di adozione. Il tardo pomeriggio vissuto tra via Saliceti e via delle Recluse è stato frenetico e, a tratti, anche teso. Perchè ad atteggiamenti accomodanti e veramente tesi a comprendere le dinamiche interne alla grande struttura manicomiale, dove i gatti vivono liberi, hanno fatto da contraltare altri poco urbani ed intransigenti, anche di fronte all'evidenza dei fatti. La mediazione del Rettore Dino Mastrocola alla fine ha permesso che si trovasse una soluzione e soprattutto si riuscisse a smentire la convinzione di quella frangia integralista che voleva i gatti 'sequestrati e murati vivi'. La passeggiata a livello dei cortili interni, agevolata dalle indicazioni del responsabile della sicurezza del cantiere dell'Università di Teramo, l'ingegnere Berardo Ciampana e della funzionaria dell'ufficio ambiente comunale, l'ingegnere Alessandra Cafà, ha permesso di confutare - come già accaduto in occasione del 'tour' aperto alla stampa di sabato scorso -l'ipotesi di gatti prigionieri e dunque affamati secondo una precisa strategia di maltrattamenti. E pensare che questa corrente di pensiero era riuscita a infatuare altri animalisti anche a distanza di centinaia di chilometri da Teramo, grazie anche a un distorto tam tam sui social. Quegli stessi che hanno avuto modo e prova di valutare da soli, ieri pomeriggio, arrivando dal nord Italia e da Ancona e Senigallia, come da Roma e da Pescara. Una realtà appassionata e fortemente partecipe, che ha suscitato il sorriso e la simpatia di non pochi passanti disinteressati che ieri si sono trovati di fronte all'assalto al vecchio portone di via Saliceti.
Tutto è bene quel che finisce bene? Sembra di sì, non prima però di aver assistito a vivaci confronti anche tra gli stessi animalisti, tra questi e gli amministratori, perfino con i vigili del fuoco e i responsabili della sicurezza che non hanno permesso un giro interno più ampio che avrebbe permesso di verificare che i gatti - la cui attuale presenza nessuno, da Comune a Università, ad onor del vero, aveva negato - dentro l'ex manicomio, sono 'padroni e sotto' come si suol dire. Resta la polemica sul numero di gatti in giro tra le rovine degli edifici e i cortili, la loro provenienza, se randagi o di colonia felina preesistente, e che non abbiano libertà di movimento da uno spazio all'altro, da via del Baluardo e da via delle Recluse. In ogni caso tutti a condannare la strumentalizzazione di una evidente 'fake photo' di due carcasse di gattini mummificate, fatte girare online e riferite all'oggi, mentre è stato verificato (anche dai rilievi fotografici fatti all'interno dell'ex manicomio dai tecnici dell'Università da ultimo nel maggio 2018) che risalgono addirittura al 2014. Qualcuno ha eccepito il perché non fossero state rimosse essendone nota la presenza da tempo.
A mitigare gli animi e dire "in bocca al lupo" a chi si prenderà la responsabilità di scrivere la parole fine a questa querelle, il sentimentalissimo passaggio finale in via delle Recluse: tra l'erba e un piccolo vecchio capannone, quattro piccolissimi mici tutti neri. E' stato permesso di prelevarli e affidarli alle cure, anche se non è stato possibile sottoporli a una traumatica separazione dalla madre, fuggita al passaggio di tanti visitatori.

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