Giovane cinese arrestato in un capannone tra 600 piante di marijuana. Un affare da mezzo milione di euro FOTO

Civitella: è il primo cittadino asiatico arrestato dai carabinieri del reparto operativo in materia di stupefacenti. Una serra attrezzata di tutto punto: avrebbe prodotto un quintale di 'maria'
19 luglio 2019

CIVITELLA - Nel corso dei controlli delle aree rurali disposti dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Teramo, con finalità di prevenire e contrastare reati predatori, ma anche di controllare quelle zone in cui la scarsa frequenza dei luoghi può favorire la commissione di illeciti, nella zona di Villa Chierico di Civitella del Tronto i militari del Reparto Operativo hanno scoperto una capannone in cui erano coltivate circa 600 piante di marijuana e tratto in arresto L.K., cinese di 25 anni. 
Ad attirare l’attenzione dei Carabinieri l’impianto di condizionamento sempre acceso di un capannone sito nella frazione civitellese dove, a giudicare dall’esterno, non vi era alcuna motivazione per l’installazione dello stesso, posto che non vi erano persone che entravano ed uscivano dalla struttura né un allevamento di animali. L’ipotesi che all’interno del capannone fosse in atto il compimento di attività illecite, è stata avvalorata dal forte odore tipico della marijuana che si diffondeva nell’aria, e che ha indotto i Carabinieri del Nucleo Investigativo a fare irruzione all’interno del fabbricato. Qui i militari hanno trovato il cittadino cinese “a guardia” di 600 piante di marijuana, con un altezza variabile tra i 130 e i 180 centimetri.
Un articolato impianto elettrico alimentava un sistema di aereazione, di illuminazione e di irrigazione, che agevolava la coltivazione della marijuana nelle 4 stanze in cui erano stati suddivisi i circa 350 metri quadrati del fabbricato. Il cinese, addetto alla vigilanza del sito ed al controllo del corretto funzionamento degli impianti, privo di documenti di identità, è risultato clandestino sul territorio nazionale e domiciliato all’interno del capannone. In provincia di Teramo è anche il primo cittadino cinese sorpreso a gestire una coltivazione di stupefacenti.
Nel corso della perquisizione sono stati trovati 600 grammi di stupefacente già essiccato, 8 contenitori di plastica dove erano state messe a coltura circa 1000 germogli di marijuana, numerosi sacchi di terriccio, taniche di fertilizzante e vasi dove coltivare le piante.
Da una stima approssimativa si ritiene che la piantagione avrebbe consentito la produzione di circa un quintale di stupefacente per un valore commerciale di vendita al dettaglio sino a circa 500mila euro. Sono in corso indagini volte ad accertare per conto di chi il 25enne cinese svolgesse quelle mansioni e se fosse solo lui o avesse la collaborazione di qualcun’alto per l’espletamento delle attività di coltivazione della marijuana.
Su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica, Stefano Giovagnoni, L.K. è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Teramo.

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