Gli esperti dell'Izs "Caporale" isolano un ceppo virale della Bluetongue mai individuato in Italia

Il BTV-3 scoperto in un allevamento di ovini in Sicilia: finora non era mai stato evidenziato nemmeno in Europa
07 dicembre 2017

TERAMO - Un ceppo virale della 'Bluetongue' o morbo della lingua blu, mai individuato in Italia e in Europa è stato isolato dagli esperti del laboratorio di virologia dell'Istituto zooprofilattico dell'Abruzzo e del Molise "G. Caporale", che è Centro di referenza dell'Organizzazione mondiale della sanità animale dal 2005. Il sierootipo BTV-3 non era mai stato segnalato in Europa, a differenza degli altri, come il BTV-1, 2, 4, 8, 9 e 16 che si sono susseguiti (anche contemporaneamente) nel nostro Paese e nel continente, provocando gravi epidemie nel bestiame e importanti perdite economiche nel comparto zootecnico. La diagnosi è stata effettuata in collaborazione con il nuovo “Centro di Referenza Nazionale per Sequenze Genomiche di microrganismi patogeni: banca dati e analisi di bioinformatica”, recentemente istituito presso l’Izs.
La presenza del virus è stata dimostrata sia tramite la rilevazione degli anticorpi, sia attraverso l’amplificazione del genoma del virus tramite test molecolari specifici. La tempestiva diagnosi della malattia è stata possibile grazie alle attività che i ricercatori dell’Izs conducono in nord Africa, regione che rappresenta l’origine principale dei virus della bluetongue per il nostro Paese e per l’intero continente europeo.
L’Izs da anni svolge attività di sorveglianza per la bluetongue (malattia della lingua blu) e per altre malattie cosiddette “esotiche” (quelle malattie, cioè, che non sono ancora presenti nel nostro Paese) in collaborazione con Enti di Ricerca dei Paesi africani e del nord Africa in particolare. Già nel novembre del 2016, l’Izs, in collaborazione con l’Institut de la Recherche Vétérinaire de Tunisie, aveva segnalato la presenza dello stesso virus in Tunisia, in un’area prossima (la penisola di Capo Bon) alle coste siciliane.
Ulteriori studi molecolari condotti in Izs nel corso del 2017 avevano inoltre dimostrato la presenza di due varianti diverse dello stesso virus circolanti nel Paese nordafricano. I ricercatori in Izs erano quindi consapevoli che il BTV-3 sarebbe arrivato nel nostro Paese, così come già successo in passato con alcuni degli altri sierotipi provenienti dal nord Africa. Per questo, nel corso del 2017, l’Izs ha sviluppato nuovi test molecolari specifici per il BTV-3 e protocolli innovativi di sequenziamento di nuova generazione, che hanno permesso, pochi giorni fa, l’identificazione tempestiva e la caratterizzazione della variante del BTV-3 trovata a Trapani risultata identica a quella che circola a Capo Bon in Tunisia. Ancora una volta viene confermata la validità dell’approccio dell’Izs nella lotta alle malattie infettive basato sulla collaborazione internazionale.  Solo azioni congiunte e coordinate di più Paesi permettono infatti il contenimento e la tempestiva identificazione di nuovi agenti patogeni soprattutto se trasmessi da vettori come nel caso della Bluetongue.

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