Gli studenti di UniTe ricordano le vittime di mafia. Flash mob nei corridoi del Campus FOTO

L'iniziativa dell'organizzazione studentesca PuntoCom all'università nel giorno della memoria
21 marzo 2018

TERAMO - Ventotto nomi, scritti sopra dei cartelloni bianchi. Nome e cognome, dove e quando: gli studenti dell'Università di Teramo hanno memoria e oggi hanno ricordato le vittime innocenti delle mafie. Lo hanno fatto con un flash mob nei corridoi dell'Ateneo che ha coinvolto tanti e anche il pro rettore Dino Mastrocola. L'iniziativa è stata pensata dall'organizzazione studentesca PuntoCom, che raggruppa i rappresentanti di diversi organismi universitari.

«L’arma che abbiamo usato è la comunicazione - dicono gli studenti -. Per questo ci siamo disposti negli spazi comuni dell’Ateneo, sulle scale, alle macchinette, davanti le aule, in aula studio, e ognuno di noi aveva un cartellone su cui era scritto il nome di una delle vittime innocenti di mafia, il luogo e la data in cui è avvenuto l’omicidio e il modo. Ognuno di noi aveva il compito di essere testimone della vita di quella persona, di informarsi e di informare. Le modalità con cui abbiamo svolto il nostro ruolo di testimoni sono state molteplici. Abbiamo raccontato la vicenda in terza persona, quindi narrato la storia della vittima; ci siamo immedesimati nella vittima, parlando in prima persona; abbiamo usato diversi escamotage, dall’intervista ad una finta telefonata. Gli studenti che sono passati nei corridoi si sono avvicinati, volontariamente, e hanno chiesto ai ragazzi di chi era il nome che avevano tra le mani».

Ecco i nomi che gli studenti teramani hanno ricordato: Emanuele Notarbartolo, Emanuela Sansone, Joe Petrosino, Bernardino Verro, Giuseppe Rumore, Giovanni Orcel, Antonio Mancino, Calogero Comaianni, Angela Talluto, Agostino D’Alessandro, Calogero Cicero, Fedele De Francisca, Giuseppe Letizia, Salvatore Carnevale, Cosimo Cristina, Giuseppina Utano, Giuseppe Impastato, Mario Francese, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Bruno Caccia, Marcella di Levrano, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rita Atria, Agata Azzolina, Giulio Castellino, Michele Fazio, Pepe Tunevic, Vincenzo Ferrante e Ciro Colonna.

«Crediamo di essere stati validi testimoni, nel nostro piccolo - dicono -, di quelle che sono state le lotte contro la mafia e le morti ingiustificate».

 

 

 

 

 

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