Gran Sasso, i container decontaminati sono arrivati nei Laboratori FOTO

E' di ieri la polemica sulla possibile presenza di materiale radioattivo, poi smentita dalla Direzione. si temeva la contestazione ambientalista
10 ottobre 2017

ISOLA GRAN SASSO - Due container bianchi, a bordo di altrettanti bilici, con tanto di scorta della Polizia autostradale e del personale di Strada dei Parchi e GSA, transitati sotto gli occhi di tanti automobilisti sulla direttice Roma-L'Aquila verso Teramo: eccoli, poco prima delle 11.30, i contenitori decontaminati destinati al Laboratorio di Fisica Nucleare sotto al Gran Sasso, al centro della polemica sui materiali radioattivi che sarebbero stati consegnati al Laboratorio. La coppia di container ha percorso il tratto fino al casello di Colledara per poi invertire la marcia e procedere sulla 'canna' opposta, quella in direzione L'Aquila, dove c'è l'ingresso per i sotterranei dell'Istituto nazionale di Fisica nucleare. I contenitori, secondo quanto riferito ieri dal direttore del Laboratorio, Stefano Ragazzi ai rappresentanti dell'Osservatorio indipendente sull'Acqua del Gran Sasso, serviranno per una prova dimostrativa, una sorta di stage formativo, per il personale che dovrà prendere confidenza con la sua gestione, in caso di un futuro utilizzo di materiali radioattivi. Adesso che sono lì sotto, è probabile che la polemica resti alta, soprattutto sulle modalità con la notizia dell'arrivo dalla Francia è stata gestita. Secondo quanto si è appreso, gli ambientalisti denunciano il fatto che a conoscenza dell'arrivo dei due camion ci fosse soltanto la macchina organizzativa, cioè prefettura aquilana e forze dell'ordine locali, e non anche gli attori del tavolo istituzionale che hanno sottoscritto il protocollo voluto dal vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli.

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