I Dem: «Piano sanitario sì ma potenziare emergenza e medicina del territorio»

Mariani, Monticelli e Pepe rilanciano il progetto ospedale unico ma puntano il dito sul problema assunzioni nella Asl
08 luglio 2016

TERAMO - Il nuovo piano sanitario regionale per quel che riguarda la provincia di Teramo può ritenersi soddisfacente, anche se c'è da lavorare per aggiustare il tiro e soprattutto valutare l'equilibrio di rapporti con l'omologo territorio aquilano. E' la sintesi offerta questa mattina alla stampa dai tre consiglieri regionali, uno dei quali assessore, della maggioranza Pd, Sandro Mariani, Luciano Monticelli e Dino Pepe. Il migliorare significa: valutare la perdita dell'unità complessa di neurochirurgia del Mazzini, potenziare la rete di emergenza urgenza, permettere alla medicina del territorio di funzionare con dotazioni e strumenti. E nelle more, ripensare all'ospedale unico, magari con un “crasi tra due presidi" (GiulianovaAtri? Giulianova-Sant'Omero?) come ha ipotizzato il capogruppo Dem, Mariani. 

Mariani: «La vedo dura per neurochirurgia». Gli argomenti saranno affrontati assieme all'assessore Silvio Paolucci in una riunione pubblica prevista tra una settimana, sabato 16 luglio a Teramo. Sulla neurochirurgia del Mazzini, il Pd mette le mani avanti: «Abbiamo cercato di salvaguardare le eccellenze. Restano le problematiche del presidio di Giulianova e della neurochirurgia. Le dimissioni di Galzio all'Aquila ci fanno capire quanto sia complessa la materia. Evidentemente qualcuno vuol far credere che sono due le macroaree, ma non è così perchè forse sono tre: nonostante il traforo, il Gran Sasso ci divide fiisicamente da un altro luogo».

Il personale è il vero nodo. Nel frattempo, il nodo più grosso della sanità teramana è quello relativo al personale. La Corte dei conti impedisce il ricorso più ampio ai contratti a tempo determinato, il che costinge, nel caso della Asl di Teramo, a dolorosi accorpamenti di reparti in assenza di personale, medico e infermieristico. L'azienda è stata autorizzata alle assunzioni, nella misura di almeno 75 dipendenti a tempo indeterminato. «Ma c'è bisogno - ha aggiunto Mariani (leggi nell'articolo a fianco) -, di una task force che lavori solo ai concorsi er fare in fretta».

Pepe: «Adesso dialogare con L'Aquila». «E' chiaro che questa provincia deve cominciare a pensare nel breve futuro all'ospedale unico e su questo bisogna avviare un ragionamento. Noi ci siamo battuti contro la Asl unica - ha detto l'assessore Pepe - e possiamo dire che è stata una battaglia unica. Adesso però è il momento di sedersi a un tavolo con L'Aquila e sviluppare un rapporto di collaborazione nel rispetto del territorio e della sanità teramana. Insieme possiamo strutturare soluzioni ottime per la sanità per entrambi i territori».

Monticelli: «Fare foto di questo tavolo, unità di intenti dei teramani del Pd». Dovete fotografare questo tavolo, oggi. Tre consiglieri regionali dello stesso territorio che hanno una visione univoca sul concetto di sanità locale è importante. Siamo soddisfatti ma questo non significa che va tutto bene. C'è la grande criticità del personale, 485 lavoratori in meno rispetto al necessario su tutta la provincia è cosa che mette in ginocchio l'offerta sanitaria. Purtroppo oggi paghiamo la nostra virtuosità nel corso degli anni. E naturale che la buona politica deve valutare e magari fare anche delle rinunce per rafforzare altre realtà sanitarie».


«Macelleria sociale?», Mariani replica a Forza Italia.  Sulle accuse dei consiglieri regionali di Forza Italia che hanno parlato di macelleria sociale rispetto alla riorganizzazione dei pronto soccorso, il capogruppo Mariani ha replica così: «Forza Italia dovrebbe ricordare che ha amministrato questa regione e questa provincia per cinque anni fa: se si fosse impegnata di più e se avessero potenziato maggiormente la sanità teramana, oggi avremmeo avuto meno da combattere. Riconosco all'ex Governatore Gianni Chiodi di aver svolto un egregio lavoro sul piano di rientro dal debito.              

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