Il 25 aprile in Abruzzo, perchè non si dimentichi

Anche a Teramo la cerimonia della festa di Liberazione dal nazifascismo
25 aprile 2014

TERAMO -  L'Abruzzo ha ricordato oggi la Liberazione d'Italia dal nazifascismo. A Teramo, organizzata dall'Anpi, si è svolta la classica deposizione delle corone d'alloro al monumento ai caduti in viale Mazzini. La cerimonia si è tenuta al termine di un corteo partito dalla Madonna delle Grazie e si è sviluppato lungo i corsi principali verso la Villa Comunale Bandini e ai Tigli Gambacorta. Il discorso del presidente provinciale dell'Associazione nazionale partigiani Antonio Franchi e del presidente della Provincia Catarra e del sindaco Brucchi ha sottolineato la solennità del momento, esaltando gli eroi della Resistenza e dei protagonisti della lotta partigiana comeAlberto Pepe, Mario Capuani, Berardo D'Antonio e Romolo Di Giovannantonio. "La festa della liberazione è il fondamento della moderna democrazia italiana, al 25 aprile è legata l'idea di libertà e rappresentanza, di pluralismo e partecipazione. Per questo è importante ricordare e valorizzare lo studio e la ricerca, gli eventi che portarono il nostro Paese a liberarsi dalle dell'occupazione da parte della Germania nazista e del ventennio fascista. La cittadinanza fondata sulla memoria storica, è il legante di una comunità". A parlare è David Adacher, il segretario dell'Istituto abruzzese per la storia della resistenza e dell'Italia contemporanea (Iasric), che come ogni anno celebra all'Aquila la giornata del 25 aprile. In particolare nella zona di Madonna Fore ha avuto luogo la cerimonia di intitolazione ai "Nove Martiri Aquilani" del sentiero che conduce da L'Aquila-San Sisto verso la frazione di Collebrincioni. Tra le altre iniziative tenutesi nel capoluogo di regione l'omaggio ai caduti della Banca d'Italia nello stabilimento Thales Alenia; in piazza IX Martiri, l'omaggio ai nove giovani aquilani trucidati dai nazifascisti il 23 settembre 1943 e, nella frazione di Filetto, l'omaggio ai martiri della strage nazifascista del 7 giugno 1944.

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