Il Comune trasloca nella ex sede della Banca d'Italia

Nell'edificio di via Carducci sarà trasferita anche la sezione scuola parzialmente inagibile
24 novembre 2016

TERAMO - Oltre agli uffici del Palazzo di Città di piazza Orsini anche gli uffici scolastici di piazza Martiri, dichiarati parzialmente inagibili dalla Protezione Civile (in categoria B), traslocheranno nella nuova sede del Municipio nel palazzo della Banca d’Italia in via Carducci. La nuova sede comunale sarà operativa già da lunedì prossimo. Oltre alla sezione scuola, l’edificio ospiterà gli uffici della ragioneria, la segreteria generale, il Gabinetto e l’ufficio del Sindaco. Ancora in forse la futura collocazione dell’Ufficio relazioni con il pubblico, coì come non è escluso che anche gli uffici di via della Banca traslochino nella sede provvisoria. Questa mattina all’Arca, c’è stata la firma del contratto di locazione tra l'Ente e la Banca d'Italia che ha messo nero su bianco l’intesa tra le parti: c'erano il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, e il capo Dipartimento Immobili e Appalti della Banca d’Italia, Luigi Donato. Gli uffici comunali potranno restare nello storico palazzone di via Carducci per un anno (sei mesi più sei mesi) in comodato d’uso gratuito. Ma l’indicazione tempistica – ha sottolineato Luigi Donato – è una formalità, infatti l'immobile resterà a disposizione dell’ente per tutto il tempo necessario perchè la storica sede del Palazzo di Città, fortemente compromessa dopo gli eventi sismici degli ultimi mesi, torni di nuovo agibile. Il Centro elaborazione dati (Ced) sarà trasferito al Parco della Scienza dove dovrebbero svolgersi anche i prossimi consigli comunali, in programma per la prima settimana di dicembre. «In questa situazione di grande criticità – ha detto il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi – la Banca d'Italia si è messa al servizio della nostra città. L’edificio di via Carducci rappresenta un pò la storia e la forza della nostra città, soprattutto in questo periodo di emergenza abbiamo tenuto la lente puntata su questa struttura che è solida, infatti non è stata scalfita dal terremoto». «La cosa più importante – ha puntualizzato Donato - è ripristinare al più presto l’utilizzo degli uffici comunali e la sede naturale del Municipio. Abbiamo dovuto per ragioni logistiche ristrutturare il nostro assetto regionale come banca ma l’attaccamento istituzionale che abbiamo verso il territorio resta. L’augurio è che Teramo torni ad essere la città che era nel più breve tempo possibile e che in futuro questo edificio si integri nell’assetto urbanistico del territorio con una nuova destinazione come è succeso a tante ex sedi della Banca dove sono sorti museo e alberghi».

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