Il Consiglio boccia la funivia: «Con quei soldi un Polo scolastico». Il Pd: «Dichiarazione di guerra»

Passa la mozione della maggioranza con 14 voti favorevoli. Le opposizioni insorgono: «Brucchi si è auto bocciato, il progetto era nel suo programma elettorale»
20 dicembre 2016

TERAMO - Il Consiglio comunale di Teramo ha detto no al progetto di collegamento tra il centro storico città e il Campus universitario di Coste Sant’Agostino, proposto dalla Regione attraverso una scheda del Masterplan, da finanziare con 10 milioni di euro. L’assise civica, riunita da questa mattina per la discussione sull’ipotesi progettuale, ha approvato con 14 voti favorevoli, 9 contrari e un astenuto, un documento proposto dalla maggioranza che affida al sindaco il compito di invitare il Governatore Luciano D’Alfonso a cancellare il progetto dal Masterplan e «di sostituirlo con quello di un nuovo, moderno e sicuro Polo scolastico» o comunque con altri interventi che possano incidere sullo sviluppo della città e sulla qualità della vita, sempre e comunque da sottoporre prima al giudizio del consiglio comunale. La decisione del Consiglio è stata duramente criticata dall’opposizione, in particolare dagli esponenti del Partito democratico, che «parlando di dichiarazione di guerra da parte al Governatore D’Alfonso e al rettore dell’Università di Teramo», quest’ultimo tra i principali fautori e sostenitori del progetto. «Il consiglio ha solo detto che in questo momento è un progetto che in questo momento non deba andare avanti, ma questo non significa che si stato casato per sempre - ha commentato il sindaco di Teramo -. Bisogna continuare la strada del dialogo con il Rettore e il Governatore per far sì che questi soldi restino a Teramo e per valutare un progetto alternativo, sempre tenendo presente che l’Università è una risorsa e che bisogna sempre tenere conto del pronunciamento del Consiglio». Secondo il progetto, la funicolare dovrebbe partire dalla zona della Villa Comunale per raggiungere la collina di Colleparco dove insiste il Campus di UniTe, dopo un tragitto aereo a una o due campate, con capacità di trasporto di circa 2.500 persone al giorno e un costo di gestione che si aggira sui 300mila euro all’anno. Nel corso della seduta il Consiglio ha anche respinto l’ordine del giorno proposto dal Movimento 5 Stelle che chiedeva di affidare la scelta a un referendum popolare e quello proposto dal Pd di congelare il progetto e di convocare subito un tavolo tra Istituzioni di confronto permanente tra Regione, Università e Consiglio comunale

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  • Carlo
    Scritto il 20 dicembre 2016 alle ore 20:20:00
    La cittá è morta ed è destinata ad essere sepolta grazie ad una classe politica inesistente che non è stata capace di realizzare nulla. E sul no a tale progetto insiste esclusivamente il colore politico che ancora una volta sacrifica il merito e la crescita della città per mere questioni di consenso elettorale. Cosa c'entra poi il polo scolastico o altri progetti quando tali fondi erano stati destinati esclusivamente per questa opera? Perderemo anche l'Università unica risorsa economica e sociale della città.
  • silvia
    Scritto il 20 dicembre 2016 alle ore 18:44:00
    Abbiamo dei ruderi adibiti a scuole in zona sismica 1 e questi pensano alla cabinovia... grotteschi.
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