Il Consorzio di Bonifica nord dopo 34 anni recupera i territori del Tronto teramano

All'indomani dell'approvazione del Fondo di rotazione da 1,3 milioni la firma sull'accordo con le Marche. Il ruolo dell'assessore Pepe
10 agosto 2018

TERAMO - Con un solo colpo il Consorzio di Bonifica Nord mette ordine nella gestione territoriale e trova la liquidità necessaria per garantire quei servizi, come ad esempio la disponibilità dell’acqua, fondamentale per le aziende dell’agricoltura.  All’indomani dell’approvazione da parte del Consiglio regionale del progetto di legge firmato tra gli altri dall’assessore regionale Dino Pepe, per l’istituzione di un Fondo di rotazione che concede 1,3 milioni di euro, il presidente Tito Pulcini ieri ha infatti firmato l’atto con cui l’Ente irriguo rientra in possesso di alcune porzioni dei territori comunali lungo il Tronto. Non accadeva dal 1983, quando la Regione certificava con delibera consiliare il riordino dei comprensori di bonifica. Porzioni di terreno dei comuni lungo la sponda destra del fiume Tronto come Martinsicuro, Controguerra, Ancarano, Colonnella, Sant’Egidio alla Vibrata, Civitella del Tronto, Rocca Santa Maria e Valle Castellana, dal 1° gennaio torneranno nelle competenze di gestione della bonifica e dell’irrigazione del Consorzio di Bonifica Nord Tronto, Vomano e Tordino di Teramo. Il passaggio dalle Marche all’Abruzzo è stato sancito dai due presidenti Pulcini e Claudio Netti, come conseguenza del lavoro di preparazione svolto, sulla base di confronti personali nell’esperienza dell’Area di Crisi complessa della Val Vibrata tra gli assessori omologhi Pepe e Anna Casini, permetterà  di riordinare la gestione della bonifica, ma soprattutto di trasferire gli impianti irrigui e gli immobili insistenti sulla sponda destra del fiume Tronto degli 8 comuni del Teramano: «Si è trattato di una operazione complessa - ha spiegato l’assessore regionale Pepe - in cui sono stati molti gli scogli da superare per raggiungere questo obiettivo, ma siamo certi che tale operazione porterà dei benefici su quella parte di territorio. Nei prossimi mesi il Consorzio di Bonifica di Teramo provvederà a comunicare ai nuovi utenti la nuova gestione che come detto partirà dal prossimo anno nonché a redigere un piano di bonifica in cui saranno inseriti interventi di bonifica su tali aree». Il Consorzio lo potrà fare anche con maggior tranquillità, perchè la decisione legislativa adottata in chiusura di consiliatura della Regione ha messo a disposizione una dote finanziaria utile per una serie di operazioni, anche di restyling della rete. Il Fondo di rotazione regionale mette a disposizione in sostanza un prestito di 1,3 milioni di euro che saranno utilizzabili principalmente per l’ammodernamento delle rete irrigua, con interventi decisivi: «Abbiamo previsto una formula innovativa - ha aggiunto Pepe - per sostenere l’agricoltura locale in un momento di grave criticità, legata soprattutto all’approvvigionamento di acqua per le colture, basata adesso su una distribuzione molto più razionale». Particolare non di poco conto in una regione dove il Pil agricolo nell’annualità 2016-2017 ha fatto registrare un incremento del 9 per cento. Con il fondo di rotazione, il Consorzio di Bonifica Nord migliorerà il servizio idrico, attraverso interventi agli impianti idraulici in condizioni di vetustà e che hanno bisogno di messa in sicurezza, inciderà sul problema erosivo che minaccia le condotte adduttrici dei fiumi Tordino e Vomano, ma soprattutto potrà eseguire lavori di ripristino della viabilità nelle strade consortili. Il dato concreto è evidente: il ricorso al Fondo di rotazione, in uno stato di non rosea situazione finanziaria, evita all’Ente il ricorso all’emissione di ruoli straordinari, ovvero nuove imposizioni o aumenti tariffari per l’utilizzo di acqua ad uso industriale o extra agricolo per le tante aziende locali. 

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