Il Teramo perde una storica fetta della tifoseria

I Sedici Gradoni, decimati anche dai Daspo, si autospendono dal tifo in curva
02 marzo 2016

TERAMO - Il Teramo perde una fetta importante della propria tifoseria, quella dei Sedici gradoni: I preoccupanti segnali di disimpegno si era notati domenica scorsa in curva, durante la partita contro la Maceratese, quando lo striscione del gruppo di ultrà più oltranzisti nei confronti in particolare della tessera del tifoso, era stato riavvolto. Era il segnale confermato da una nota diffusa nel pomeriggio, in cui il gruppo annuncia di autosospendersi. Non si scioglie, perchè non è nelle caratteristiche dei suoi componenti quella di mollare. “Sia ben chiaro a tutti - si legge - è solo un arrivederci. Nessuno pensi di poter cancellare il nostro essere, il nostro modo di andare allo stadio, i nostri valori... Passeremo anche questa, come sempre, a testa alta». «Il momento difficile che, come gruppo, stiamo attraversando ci ha imposto più di una riflessione e il nostro modo di essere da sempre ci fa escludere facili scelte di comodo - dicono i Sedici Gradoni -. Non ci sono attualmente i presupposti per poter esporre la nostra pezza all'interno del settore». Sulla decisione avranno influito anche i tanti provvedimenti di allontanamento dagli stadi piovuti sul gruppo dopo le trasferte di Macerata e di Rimini. Nell'annunciare l'autosospensione, Sedici Gradoni ricordano anche questo aspetto, dedicando un «pensiero a chi attualmente è privato della propria libertà personale e a chi è costretto a firmare. Soprattutto per loro e per noi stessi - conclude la nota - abbiamo il dovere di continuare a lottare: che ognuno resti al proprio posto, torneremo a sostenerti  ci riprenderemo ciò che è nostro».

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