Il Traforo non chiude, ecco le tre condizioni: monitoraggio acqua, piano di emergenza e limitazione della circolazione

Al termine delle due riunioni, politica e tecnica, il Mit concretizza il lavoro di due giorni di incontri. Tre direttrici in attesa della nomina del Commissario, che "avrà risorse adeguate". Ma le sostanze dei Laboratori?
14 maggio 2019

TERAMO - Un protocollo rafforzato di monitoraggio ambientale e dell'acqua (che spetta al ministero dell'Ambiente), una pianificazione dell'emergenza (demandata alla Protezione civile di concerto con la Regione) e un piano di limitazione della circolazione sulla tratta autostradale (che farà Strada dei Parchi con il ministero delle Infrastrutture): sono queste le tre condizioni che hanno portato a scongiurare la chiusura totale del Traforo del Gran Sasso da domenica prossima, 19 maggio. Sono queste le "tre direttrici su cui si articolerà nell'immediato l'azione di risposta, in attesa che il Commissario straordinario, previsto da un emendamento governativo allo 'Sblocca cantieri', possa prendere in mano la situazione, con le dovute risorse e prerogative, per la definitiva messa in sicurezza del sistema idricio": è questa la nota del Mit, il ministero di Danilo Toninelli, al termine di una giornata di incontri condotta in due fasi, la prima delle quali tra i sindaci di Teramo e dell'Aquila, Gianguido D'Alberto e Pierluigi Biondi e gli amministratori regionali, il Governatore Marco Marsilio e il vicepresiden Emanuele Imprudente, i parlamentari Cinquestelle teramani Fabio Berardini e Antonio Zennaro e poi tra il ministero e i tecnici, ovvero i ministeri dell'Ambiente, Istruzione, Dipartimento Protezione Civile, Provveditorato alle Opere Pubbliche.
Il Traforo dunque non chiuderà ma forse subirà una limitazione nella percorribilità, mentre si rafforzeranno i sistemi di controllo sull'acquifero in attesa della nomina del Commissario che non potrà avvenire prima del 19 giugno, data limite per la conversione del decreto legge 'sblocca cantieri', in cui sono contenute le novità per il sistema acqua del Gran Sasso. Una cosa in più c'è in questa nota del Mit di cui finora non si aveva contezza, ma ne manca sempre una che nessuno affronta ancora in queste frenetiche giornate vissute per scongiurare la chiusura del tunnel: la prima è che il Commissario avrà "le dovute risorse e prerogative", la seconda è il destino delle sostanze pericolose stoccate all'interno dei Laboratori di Fisica nucleare. Che fine faranno?

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