Il rudere di via Muzi finisce sul tavolo del magistrato. Proprietà sorda, esposto dei residenti

Il Comitato di quartiere di Santa Maria a Bitetto ricorre al tribunale. Le ordinanze di messa in sicurezza finora sono state lettera morta
15 maggio 2018
TERAMO - Finisce sul tavolo del magistrato la vicenda del palazzo pericolante di via Muzi, il cui proprietario è stato fino ad oggi sordo alle intimazioni di mesa in sicurezza da parte del Comune. Un esposto alla procura è stato presentato dal Comitato di Quartiere “Santa Maria Bitetto”, che da anni ormai si batte per il decoro ma soprattutto per la sicurezza della zona. L'iniziativa legale arriva all'indomani della mancata adesione a quanto disposto dalle ordinanze, con espressa richiesta al magistraro di “verificare se ricorrano ipotesi di reato a carico degli Organi della Pubblica Amministrazione investiti delle richieste e degli obblighi ad essi spettanti in base alle leggi ed ai regolamenti vigenti in materia”. La vicenda si trascina da anni e il rischio rappresentato dal fabbbricato fatiscente ha determinato anche la chiusura della via da tempo. L'edificio, in parte crollato e in parte fatiscente e ricettacolo di animali e rifiuti, costituisce preoccupazione per i residenti, che temono crolli - probabili con il maltempo -, e che sono costrtti a convivere con la situazione di degrado e il disagio della chiusura delle strade adiacenti, che limita l'accesso pedonale e il transito delle auto, soprattutto verso i rispettivi garage. 
Il Comitato di Quartiere “Santa Maria a Bitetto”,  auspica «che l’esposto possa portare finalmente ad una definizione urgente ed immediata della vicenda, a tutela della salute e dell’incolumità delle persone, ed al ripristino di una situazione di decoro dello storico quartiere cittadino».  
 
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