Il vescovo Lorenzo ai giovani: "Per essere nuovi, liberatevi da tutti gli stupefacenti"

Nella consueta lettera mensile, monsignor Leuzzi rivela l'importante di non essere dipendenti sull'esempio del Cristo Risorto
02 aprile 2019

TERAMO - Come di consueto, il vescovo di Teramo e Atri, monsignor Lorenzo Leuzzi, scrive la sua lettera ai giovani nel mese che porta alla celebrazione della Pasqua di Resurrezione.

Cari giovani,
domenica 21 aprile risuonerà in tutto il mondo l’annuncio che quel Gesù di Nazareth, morto e sepolto, è risorto. La tomba è vuota! (cf. Lc 24,2-3).
Una notizia tra le tante, forse una tra le tante fake news, o la notizia che cambia la storia?
Quando ero giovane studente, m’insegnavano che l’uomo voleva diventare nuovo, non solo intelligente e buono, ma soprattutto libero. Era il tempo dell’uomo nuovo!
Tu ti senti nuovo?
È una domanda che ci mette in crisi, perché ciò che sembrava nuovo oggi non lo è più. Molti non vogliono più sentire questa domanda.
Perché accade ciò?
Perché oggi dietro la novità si nasconde la dipendenza! La libertà di cui mi parlavano, quando ero giovane come voi, si sta rivelando come dipendenza!
Più sei libero, più sei dipendente!
Molti lo sanno, forse ne avvertono il disagio, ma non vogliono ascoltare la domanda: “ma tu, ti senti nuovo?”.
Questo desiderio di interrogarsi era vivo tra i ragazzi di una scuola media di Teramo, che avevano scelto come titolo del loro convegno una frase che accoglieva questa domanda: “La vita è stupefacente, senza stupefacenti”.
In questo titolo - e, soprattutto, ascoltando le loro domande - ho percepito il loro desiderio: voglio essere nuovo ma senza stupefacenti!
Chi potrà liberarci dagli stupefacenti che ci illudono di essere “nuovi”?
Gli stupefacenti, di tutti i tipi, ci rendono nuovi come dipendenti ma mai autonomi.
È proprio così!
Vuoi essere nuovo, liberati dagli stupefacenti di cui è piena la nostra società. L’obiettivo di tutti gli stupefacenti, infatti, è la dipendenza!
Quando leggi o ascolti notizie o fatti di cronaca, racconti o proposte musicali, cerca sempre di comprendere se ti propongono di essere autonomo o dipendente!
Quella tomba vuota, nella quale fu deposto Gesù di Nazareth, è il segno che la vita è stupefacente ma senza stupefacenti.
Perché la morte è il segno della dipendenza: più sei dipendente, più viaggi verso la morte!
Solo quella tomba ti ricorda che la vita può essere nuova e tu puoi essere autonomo e non dipendente.
È incredibile!
Forse non ci avevi mai pensato!
Pensaci, perché la notizia che la tomba è vuota non è una delle tante notizie, più o meno positiva, ma è la notizia!
Tutta la storia deve confrontarsi con essa.
E tu?
Preparati a questo evento superando l’idea che se non voglio essere dipendente devo essere intelligente e buono.
Ma a che serve essere intelligente e buono? Non è meglio essere dipendente, così evito ogni impegno di crescita. E poi, non fanno tutti così?
In quella scuola gli studenti non volevano rassegnarsi, desideravano capire se fosse possibile essere autonomi; poter andare oltre la routine; non fare sempre le stesse cose! Volevano essere nuovi, liberi dalla dipendenza che conduce alla monotonia della vita! Volevano non rassegnarsi a fare ciò che fanno tutti!
Ma, chi può aiutarci in questo desiderio più profondo della nostra vita?
Solo il Risorto, che cammina con noi per aiutarci a partecipare alla costruzione della Chiesa e della società.
A Pasqua ricordati che Lui è Risorto perché non è sufficiente per te, per me, essere un uomo o una donna qualsiasi!
Lui vuole che tu sia protagonista della tua vita e di quella degli altri!
Ritorna a quella tomba: è vuota!
Incredibile!
Quindi posso fidarmi di Lui!
Lui ti precede nelle strade della tua vita! (cf. Lc 24,1-8). Sarai nuovo e non dipendente e la tua vita sarà stupefacente!
Vi accompagno con la mia preghiera nell’incontro più importante della vita. 

Vostro,
Lorenzo, vescovo

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