IperSimply, chiusura confermata ma le istituzioni chiedono incentivi e la licenza

Si è riunito il Tavolo delle Relazioni industriali della Provincia: qualche spiraglio, se ne parlerà il 26 settembre
20 settembre 2018

TERAMO - Sul tavolo c'è adesso un piano di trasferimenti dei 53 dipendenti dell'IperSimply di Piano d'Accio ma di fronte alle difficoltà dei lavoratori di cambiare vita nel giro di pochi giorni e con salari bassi, le istituzioni hanno chiesto alla proprietà di prevedere aumenti sostanziosi dei salari oppure rimettere in gioco la licenza commerciale. Vive di alcuni piccoli spazi di respiro la difficilissima trattativa per evitare la chiusura del punto vendita di proprietà del gruppo Sma-Auchan, anche se l'azienda questa mattina ha ribadito che domenica 30 settembre il supermercato chiuderà.
Al tavolo delle Relazioni Istituzionali in Provincia, questa mattina c'era anche il presidente facente funzioni della Regione, Giovanni Lolli insieme al consigliere Mario Nugnes (in rappresentanza del presidente Renzo Di Sabatino), al sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, all’assessore comunale al commercio, Antonio Filipponi, ai consiglieri comunali Luca Pilottil e Andrea Core, ai rappresentanti della Rsu aziendale, Concetta Murri, Manola Florà e Mario Maselli, ai sindacalisti Emanuela Loretone e Luca Di Polidoro e ai referenti dell'azienda, Dario Bresciani e Dante Traini.
«Abbiamo posto sul tappeto alcune proposte  – ha dichiarato al termine dell’incontro Giovanni Lolli – la Regione comprende anche le ragioni dell’impresa ma per risolvere positivamente la vertenza dobbiamo stringere su condizioni accettabili: la prima è che i trasferimenti siano sostenuti con un’integrazione degli stipendi, il secondo punto riguarda la consistenza degli incentivi all’esodo, la terza è che noi abbiamo il dovere di guardare ad una alternativa per questi lavoratori. La città di Teramo vive questa vertenza con partecipazione, la chiusura dell’ipermercato come l’ennesima spoliazione. Noi chiediamo all’azienda di lasciarci la licenza. Considerato che la Regione Abruzzo ha bloccato il rilascio di nuove licenze fino al 2023, questa licenza ha un suo valore, ed è una carta che la città di Teramo si vuole giocare: il Sindaco e il Presidente della Provincia non molleranno fino a che non vedranno risorgere una nuova attività al posto di quella chiusa”.
I rappresentanti aziendali si sono riservati di riflettere sulle proposte avanzate dai sindacati e sostenute dalle istituzioni e le parti torneranno a incontrarsi il 26 settembre alle ore 10.30 in Provincia.
IL COMUNE VUOLE LA LICENZA.  «Abbiano messo sul tavolo alcune condizioni irrinunciabili, come quella di evitare che i trasferimenti si trasformino in licenziamenti mascherati». Lo ha detto il sindaco di Teramo, Gianguido D'Alberto, al termine della riunione. «Anche per questo esigeremo che la licenza commerciale torni nelle mani del Comune, allo scopo di intraprendere, assieme alla Provincia, attività che possano dischiudere orizzonti nuovi, in termini di occupazione. Non va messo in secondo piano l’aspetto più generale, relativo alle conseguenze che si riverberano sulla città, già provata dagli eventi degli ultimi anni e che non può continuare a subire situazioni che ne mortificano il rilancio. Il Comune continuerà a prendersi cura di tutti i lavoratori, come testimoniato dalla presenza al Tavolo anche dell’Assessore Filipponi e dei due Capigruppo consiliari Luca Pilotti e Andrea Core, dando ad essa priorità e non abbandonerà i lavoratori, che tanto hanno dato all’azienda da sempre, e che continuano ad avere un atteggiamento di grande correttezza nei confronti della stessa».

 
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