Istituto Caporale, una nuova legge di riordino per evitare il commissario

L'ha annunciato questa mattina l'assessore regionale Paolucci in visita alla struttura. Arnolfo: «Abbiamo bisogno di un 'dito' della nuova sede»
10 ottobre 2014

TERAMO - L’Istituto Zooprofilattico "Caporale" eviterà un altro rischioso commissariamento: una nuova legge di riordino dell’ente di ricerca approderà in consiglio regionale entro due settimane per poi passare al vaglio dell’altra regione coinvolta, il Molise. Sarà così possibile riorganizzare la governance dell'istituto ma soprattutto stringere nuovi rapporti con le istituzioni e gestire la programmazione dei fondi in trasferimento dallo Stato e dalla Regione. Lo ha assicurato l’assessore regionale Silvio Paolucci oggi in visita nella struttura scientifica di via Campo Boario: «Si abbiamo un disegno di legge che abbiamo predisposto - ha detto Paolucci oggi all'Izs - e che sostanzialmente permette di evitare il commissariamento ma ancche rafforzare alcuni compiti dell'istituto per permettergli di poter espandersi e inoltre rafforzare il ruolo diretto con la Regione». Come ha trovato l'istituto teramano l'assessore Paolucci? «L'Istituto mi ha dato l'impressione di enormi potenzialità - ha aggiunto l'assessore regionale - e c'è l'esigenza di una relazione tra le istitutioni e l'istituto, che ha da essere corroborata con tanta voglia di partecipare e concertare, non solo nei compiti più specifici, che ci prepariamo a rafforzare, ma anche a ragionare assieme per le prossime progrmmazioni di fondi che verranno tasferiti alla Regione». In attesa delle legge, la struttura scricchiola sotto il profilo urbanistico. Gli spazi sono diventati angusti. Il megaprogetto di una nuova sede a Colleatterrato, il più grande cantiere cittadino mai aperto con le sue decine di milioni di lavori, è rimasto un sogno nel cassetto. I laboratori nella vecchia sede hanno bisogno di ristrutturazione così come il personale cerca locali più consoni all’attività di ricerca, ma quell’avveniristico disegno a tre dita di una mano appoggiate sulla collina è oggi ancora un plastico. Il direttore generale Fernando Arnolfo ha una idea: «Di quel progetto noi vorremmo utilizzare almeno un dito... I finanziamenti ci sono - ha aggiunto il dg piemontese - e sarebbe la idonea destinazione dei laboratori che hanno bisogno di un contesto strutturale idoneo alla loro qualità nazionale e internazionale: è necessario soprattutto per i centri di referenza internazionale che l'Istituto rappresenta».

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