La Chiesa crolla e la Sovrintendenza sta a guardare

L'Associazione Teramo Nostra torna a denunciare il degrado di San Giuseppe: a settembre una giornata per raccogliere i fondi
06 luglio 2016

TERAMO - Nonostante la diffida alla Sovrintendenza ai Beni culturai del maggio scorso da parte dell’associazione culturale Teramo Nostra, tutto tace sulla Chiesa di San Giuseppe. L’edificio di proprietà della Parrocchia del Santo Spirito di Teramo, già da tempo si trova in uno stato di abbandono e di degrado. Nel 2014 - hanno ricostruito i rappresentanti di Teramo Nostra nel corso di una conferenza stampa - in seguito ad un sopralluogo, la sovrintendenza aveva dichiarato la necessità di interventi immediati di ristrutturazione e messa in sicurezza per evitare il crollo della struttura resa instabile dal crollo delle due arcate del tetto e dalle infiltrazioni d’acqua. Nello scorso mese di gennaio – sempre in base alla ricostruzione fornita da Teramo Nostra - la stessa Sovrintendenza ha imposto alla Curia, responsabile dell’edificio, un intervento diretto entro due mesi. Ad oggi però non sono stati realizzati né i lavori di ristrutturazione né, tantomeno interventi di messa in sicurezza dell’edificio con segnalazioni o transenne per indicare l’instabilità dell’edificio che, trovandosi in una zona d’accesso al lungofiume e circondato, tra l’altro, da abitazioni, costituisce un pericolo per case e persone. «La situazione in cui verte la Chiesa di San Giuseppe è un paradosso – ha detto il legale di Teramo Nostra, Gianni Gebbia -. In un periodo in cui la cultura nazionale ed internazionale riscopre e recupera beni importanti come il Colosseo e la Via Appia, nella nostra città un edificio così rilevante per il patrimonio artistico locale resta in uno stato di completo abbandono. Dopo il mancato intervento della Curia, che non dispone dei fondi necessari per i lavori - ha continuato Gebbia - la Sovrintendenza avrebbe dovuto intervenire direttamente ma ci sono stati dei ritardi con i finanziamenti e ancora nulla è stato fatto: ha dato però la disponibilità, su richiesta della Curia, al collocamento di un telone protettivo sulle zone compromesse del tetto, per evitare che le infiltrazioni d’acqua aumentino il rischio di crollo. L’associazione Teramo Nostra e i Lions sono riusciti a raccogliere circa 3mila euro che hanno consegnato al vescovo per provvedere al posizionamento della copertura. Per quanto riguarda i lavori di ristrutturazione dell’edificio i lavori dovrebbero ammontare intorno ai 200mila euro, ma i fondi tardano ad arrivare. Le condizioni della chiesa di San Giuseppe oltre ad essere vergognose costituiscono un pericolo per i cittadini e andrebbero segnalate della autorità preposte come il Comune, i Vigili del Fuoco e la Prefettura». «L’obiettivo di Teramo Nostra – ha concluso il presidente dell’associazione Piero Chiarini – è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica su una problematica importante non solo dal punto di vista artistico ma anche nell’interesse dei cittadini. La Chiesa di San Giuseppe è un simbolo di questa città che rischia di scomparire. Sono anni che la struttura è lasciata in uno stato di abbandono. Già dagli anni ’70 l’edificio è vittima di azioni di smantellamento e snaturamento con gli interventi sull’arredamento apportati dal Cammino neocatecumenale (che per anni ha usufruito dell’edificio) per esempio con l’introduzione della moquette blu, o con il decurtamento di oggetti di grande valore artistico come il trasferimento della statua della Madonna risalente al 1300 all’interno della Cappella vescovile. Intanto – ha concluso il presidente di Teramo Nostra - per settembre stiamo organizzando un San Giuseppe’s Day per cercare di  raccogliere i fondi e per sensibilizzare i cittadini. La Chiesa di San Giuseppe fa parte del patrimonio artistico della città, tutelarla è un dovere di tutti».

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