La ministra Stefani conferma: "Province da valorizzare, la legge Delrio va in soffitta" FOTO

Il presidente sarà eletto dal popolo e sarò affiancato da una 'camera dei sindaci'. Terremoto: pratiche B e C ai Comuni
04 febbraio 2019

TERAMO  - Le Province cambieranno ancora pelle, a partire dalle competenze, dalle risorse e dal sistema elettivo. Lo ha annunciato a Teramo la ministra leghista agli Affari regionali Erika Stefani, nota per essere una tosta sostenitrice tra l'altro dell'autonomia differenziata. Lo ha detto chiaramente incontrando il presidente della Provincia di Teramo, Diego Di Bonaventura, al quale ha paventato la possibilitò che si torni all'elezione diretta del presidente ma al mantenimento di una sorta di 'camera dei sindaci'. Non solo, la ministra per confermare questa nuova modifica, ha anche sottolineato l'erogazione di un contributo "per riconsegnare ruolo a questi Enti", di 250 milioni di euro previsto nella legge di Biancio, per i piani di sicurezza, per la manutenzione di strade e scuole: a Teramo ne toccheranno 2,5, a Pescara 2, mentre Chieti e L'Aquila ne avranno 3,1 e 6,5. La Stefani ha anche parlato di autonomia, cavalli di battaglia leghista, augurandosi che anche l'Abruzzo la possa chiedere, affidando competenze maggiori con la possibilità di trattenere imposte per pagare servizi che adesso paga lo Stato. Ad accompgnare la ministra c'erano diversi senatori, a cominciare dal capogruppo Massimiliano Romeo, Toni Iwobi, Manuele Pellegrini e Paolo Arrigoni. Quest'ultimo, che nel 2019 si occupò di terremoto ha confermato l'intenzione della Lega di spingere, nelle nuove norme per la ricostruzione, sull'affidamento di maggiori poteri ai sindaci, con il trasferimento delle competenze delle pratiche B e C ai Comuni. Soddisfatto dll'incontro il presidente Di Bonaventura, che ha raccomandato ai senatori e alla ministra «di produrre leggi sul terremoto con il cuore, ricordandosi ogni volta di aver conosciuto questi territori, le loro ferite e le loro aspettative». Il vicepresidente e sindaco di Basciano, Severino Serrani, ha colto l'occasione per ricordare che oltre al passaggio delle pratiche ai comuni, questi enti dovrebbero essere rinforzati anche nel personale addetto, 

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