La rabbia degli utenti in coda contro Strada dei Parchi sfogata sui social

Accuse alla mancanza di utili segnalazioni del blocco del Traforo per il corto circuito di ieri. Costretti alla coda al sole per oltre due ore
12 giugno 2018

TERAMO - Non c'è che dire, tra continui disservizi e il caro-pedaggi, la gestione dell'autostrada A24 non piace a molti. Per questo si spiega anche come mai la rabbia degli utenti spesso esploda, come accaduto ieri per l'improvvisa e chilometrica coda di auto formatasi per la chiusura improvvisa della galleria del Traforo in direzione Teramo-L'Aquila, a causa di un corto circuito all'impianto di ventilazione: i social hanno raccolto centinaiia dilamentele e di improperi di automobilisti in fila per quasi due ore sotto il sole, arrabbiati non tanto per l'imprevisto, quanto per la mancanza di segnalazioni adeguate della chiusura.
«Stiamo tornando dalle Marche verso Roma, all'altezza di San Gabriele-Colledara abbiamo visto l'indicazione 'uscita consigliata', ma non essendoci blocchi abbiamo proseguito. Se avessero chiarito che il traforo era chiuso saremmo senz'altro usciti», racconta Chiara ferma in auto per un'ora e mezzo a 2 km dall'accesso al Traforo.
«Nessuno è passato per spiegarci qualcosa, per chiedere se avessimo bisogno di assistenza. Siamo scesi tutti dalle auto, c'è anche chi porta a spasso il cane. E dire che avevamo scelto il lunedì pomeriggio per una partenza intelligente», ha scritto un altro utente.
«Magari potevate chiudere il tratto da San Gabriele e non mettere due auto a 5 km dall'ingresso in galleria...», suggerisce un automobilista sulla pagina Facebook di Strada dei Parchi.
«Chiederemo il rimborso e i danni per negligenza », aggiunge un altro allegando un link alle modalità per farlo. Ci sono stati anche automobilisti che si sono scambiati informazioni e hanno dato indicazioni sulla viabilità alternativa. Sull'autostrada c'è stato anche un fan di Vasco Rossi che, sceso dall'auto, ha chiesto un passaggio per arrivare in tempo al concerto di stasera all'Olimpico, ma c'è stato anche il caso di genitori rimasti senz'acqua per i bambini in viaggio con loro. E che non sapevano quanto fosse lontana la prima stazione di servizio.

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