La scure della Corte di Conti sul ragioniere infedele

Tortoreto: dovrà risarcire 1,24 milioni per danno erariale. Condannate anche le banche
22 marzo 2014

TORTORETO - La Corte dei Conti dell'Aquila ha condannato al risarcimento nei confronti del Comune di Tortoreto l'ex ragioniere capo infedele dell'Ente, Pasqualino Saccuti, per sottrazione e destinazione di fondi pubblici per fini privati. Con lui riconosciuta la responsabilità amministrativo-contabile anche per le banche, la Tercas e la Carichieti, che gestivano il servizio di tesoreria. Il 'conto' è salato: Saccuti dovrà risarcire 1,24 milioni di euro, la Tercas 80mila e la Carcibhieti 130mila. Ora il Comune di Tortoreto, la cui consulenza legale è stata affidata all’avvocato Gabriele Rapali, agirà in sede civile nei confronti di Saccuti e delle banche, queste ultime per il risarcimento del danno per inadempimento contrattuale stabilito nella convenzione del servizio di tesoreria comunale. «E’ un grande successo che ha premiato tempestività e puntualità delle iniziative intraprese dall’amministrazione e dagli uffici, che ringrazio - ha detto il sindaco di Tortoreto, Generoso Monti -, a contestazione dei fatti presso la procura della Repubblica e la Corte dei Conti a tutela dell’interesse dei cittadini di Tortoreto e dell’ente».

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