Landini all'Hatria: «L'azienda risponda al territorio e le istituzioni difendano il saper fare di questi lavoratori»

L'ex segretario generale della Fiom a Teramo a sostegno degli operai in sciopero: «Chi tratta per conto del Fondo sia saggio e ritiri i licenziamenti ripartendo dalle proposte del sindacato»
04 ottobre 2017

TERAMO - «Il sindacato nella vertanza Hatria ha mostrato ampia disponibilità, tranne quella ad accettare i licenziamenti: adesso è importante costruire attorno a questa disponibilità un sostegno delle forze politiche e istituzioni locali». Il messaggio di Maurizio Landini, della segreteria generale Cgil, è arrivato forte e chiaro nel piazzale dello stabilimento teramani dell'Hatria, l'azienda che produce ceramiche sanitarie, la cui proprietà ha annunciato 55 licenziamenti e i cui lavoratori sono in sciopero da due settimane: «siate uniti» ai lavoratori, «sia saggio e intelligente chi dell'azienda tratta la vertenza», affinchè si riparta dalle proposte del sidacato e si tolgano dal tavolo i licenziamenti.
«Una delle cose sbgaliate delle leggi che sono state fatte dal governo è che ad oggi licenziare costa meno che ricorrere agli ammortizzatori sociali: noi stiamo chiedendo di modificare questa procedura e che si torni al fatto ce i licenziamenti costino di più della cassa integrazione e dei contratti di solidarietà», ha detto Landini, che ha aggiunto, quanto sia importante però che si faccia capire «alle istituzioni che ogni posto perduto o azienda chiusa oggi è perduta per sempre, non si recuperano più e che la difesa dell'Hatria è la difesaa di un territorio, del suo saper fare e della sua capacità di lavoro».
L'ex segretario generale dei metalmeccanici e probabile successore della Camusso alla guida della Cgil ha ricordato che va fatto capire al'azienda «che i licenziamenti non sono la soluzione del problema ma che se si vuole continuare a produrre anche nel futuro c'è bisgno di investire sul prodotto e sui processi produttivi». Alla sottolineatura che però l'attuale proprietà non è un gruppo industriale bensì un fondo di investimento americano (la Cobe Capital che nel gennaio 2014 ha acquistato la Marazzi di Sassuolo di cui fa faceva parte anche l'Hatria), Landini ha ricordato che «questo fondo deve rispondere al territorio perchè sta utilizzando le competenze e il saper fare di questi lavoratori: risponda loro e si renda conto che qui non sono disponibili a chinare il capo ulteriormente o di cedere ai licenziamenti. Utilizzino la saggezza e si rendano disponibili a un confronto vero».

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