Lavori mai partiti, il Comune butta 551mila euro per la 'Febbo'. D'Alberto: «Chi si dimette adesso?»

Dalla Regione la comunicazione che il finanziamento è decaduto. La ex scuola di San Nicolò è in completo abbandono
10 ottobre 2017

TERAMO - Il mancato avvio, entro il 2013, dei lavori di ristrutturazione di uno dei simboli dell’istruzione sannicolese, la scuola Carlo Febbo, ha fatto perdere all’amministrazione comunale il finanziamento di oltre mezzo milione di euro. Lo hanno reso noto i consiglieri comunali di opposizione Gianguido D’Alberto e Antonio Filipponi, che riportano la comunicazione degli uffici della regione Abruzzo al Comune, a conferma di timori e critiche ripetuti negli anni ma rimasti sempre inascoltati. «L’amministrazione ha fatto decadere un finanziamento - dicono - per non aver a tutt’oggi validato un progetto esecutivo, con un colpevole ritardo giustificato risibilmente con le problematiche connesse al recente sisma»
. D’Alberto e Filipponi si chiedono chi si assumerà la responsabilità politica e amministrativa, se qualcuno si dimetterà o come si intenderà riparare alla perdita del finanziamento di 551mila euro e, soprattutto, con quale denaro si faranno i lavori.
«L’ennesima figuraccia del centrodestra - sottolineano i consiglieri - dimostra l’assoluta incuranza verso un edificio che potrebbe invece costituire una fondamentale occasione di sviluppo e rilancio per la comunità della frazione più popolosa del nostro territorio a cui questa Giunta dovrebbe ora solo chiedere umilmente scusa, considerata anche la vergognosa situazione in cui versano la struttura e l’area limitrofa, in uno stato di abbandono, a costituire un serio allarme igienico-sanitario».
«L’amministrazione - concludono D’Alberto e Filipponi -conferma ancora una volta l’inadempienza di questa giunta nei confronti della frazione più popolosa, così come tutte le zone frazionali e periferiche del nostro territorio sono state ormai da tempo abbandonate al loro destino e concepite dal centrodestra teramano esclusivamente come terreno di conquista clientelare nel periodo della campagna elettorale».

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